Interiorità (Mt 5,20-26)

Venerdì 14 marzo ’14 – I sett. T. Q.

Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli” (v. 20). Il punto di partenza di oggi è questo versetto; cioè superare un modo di vivere che impedisce all’uomo di entrare, appunto, nel regno dei cieli. La legge divina non può essere osservata solamente esteriormente; il Signore pretende che l’uomo viva la legge dal profondo del suo cuore. Una legge, e spesso non ne siamo consapevoli, che è stata data per educare l’uomo all’amore autentico e vero. Quando l’uomo si arena nella durezza del suo cuore, la legge diviene prassi esteriore, da aggirare maliziosamente per garantirsi un certo spazio di manovra. Insomma una specie di timbro del cartellino a cui corrisponde in realtà una totale lontananza del cuore. Gesù, che non è venuto ad abolire la Legge, ma a darle compimento, ci ricorda che l’uomo deve essere presente alla propria interiorità. Non c’è spazio per la doppiezza di cuore e l’ipocrisia.

Se il cristiano ha compreso le esigenze dell’amore di Dio, allora si guarda bene dal chiamare il proprio fratello testa vuota – questo il senso della parola raca, cioè stupido – o dall’adirasi con lui in nome di un efficientismo illusorio che tende inevitabilmente a scartare le persone che non rientrano negli standard prestabiliti, dimenticandosi della dignità umana. Una mania di perfezionismo che non appartiene a questo mondo ed è in contrasto con la volontà di Dio. La perfezione a cui fa riferimento il Vangelo è bensì un altra (cfr. Mt 5,43-48). Siamo, infatti, chiamati ad accogliere il fratello che vive accanto a noi, o che incrocia la nostra strada, amandolo per la sua dignità, a immagine e somiglianza di Dio, ma soprattutto perché abbiamo compreso, se lo abbiamo compreso, che egli stesso è figlio dello steso Padre celeste, e dunque, anche nostro fratello.

Il proposito da vivere oggi allora potrebbe essere questo: cercherò di valorizzare il fratello che oggi incrocerà la mia strada, anche quando non sarà all’altezza delle mie aspettative, o mi costringerà a rivedere i miei piani o semplicemente sarà di intralcio. La vita non è mai un caso; ogni uomo o donna che incontro è un’opportunità per aprirmi al mistero e all’amore di Dio. Buona giornata, fra Marco.

Non permettere mai
che qualcuno venga a te e vada via
senza essere migliore e più contento.
Sii l’espressione della bontà di Dio.
Bontà sul tuo volto
e nei tuoi occhi,
bontà nel tuo sorriso
e nel tuo saluto.
Ai bambini, ai poveri
e a tutti coloro che soffrono
nella carne e nello spirito
offri sempre un sorriso gioioso.
Dà loro non solo le tue cure
ma anche il tuo cuore.
Madre Teresa di Calcutta

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