“Il vento soffia dove vuole” Gv3,8

Nicodemo però rappresenta un preciso mondo religioso, culturale; egli ha già nella propria mente un’idea precisa di Gesù, un’idea che dipende anche dal suo ambiente: dice infatti “sappiamo”. Sembra convinto dell’identità di Gesù; riconosce i segni che Egli fa, ma proprio in questa sua convinzione sta la base della sua incomprensione. Nicodemo è convinto di aver capito chi sia Gesù veramente, rinchiudendolo dentro uno schema teologico ben preciso. Questo è un errore che commettiamo anche noi spesso, ogni qual volta siamo più attenti alle nostre idee, ai nostri sforzi di comprensione, al nostro cammino spirituale. Siamo troppo attenti a noi stessi, come se tutto dipendesse da noi. Non vi abbiamo solamente rinchiuso il Signore, ma vi siamo rimasti imprigionati noi stessi. Ci dimentichiamo del Signore, ed è per questa ragione che fatichiamo e certi ostacoli ci sembrano insormontabili. Gesù smaschera subito la fede insufficiente di Nicodemo: “In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio”. Egli sposta abilmente il dialogo su un piano concreto, superiore. Intanto al plurale di Nicodemo, sappiamo, Gesù passa al singolare, se uno, richiamando la dimensione personale dell’uomo; Gesù mette Nicodemo di fronte ad una condizione che lo chiama in causa personalmente, che lo interpella direttamente. Ma la risposta di Gesù pone il problema, come ho detto, su di un altro piano. Il termine greco generare ha anche il significato di nascere, un doppio senso sul quale Giovanni gioca volontariamente, ma che gli permette di sottolineare la dimensione di novità; sia che si nasca, sia che si venga generati, è comunque uno stato di vita nuovo, proprio come quando la donna partorisce una nuova creatura, qualcuno che prima non esisteva. Si usa dire anche venire alla luce. Questo generare dall’alto non può venire dall’uomo, ma è un dono di Dio. La novità della rivelazione di Dio è un evento che l’uomo con le sole proprie forze è incapace di accogliere, un’incapacità oggettiva, che lo svolgersi del colloquio chiarificherà. E’ necessario essere liberi, aperti alla novità perché … il vento soffia dove vuole … .

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