Il più piccolo (Lc 9,46-50)

Lunedì 30 settembre ’13 -XXVI sett. T.O.

Christ and the young child, Carl BlochIl testo evangelico di oggi inizia con queste precise parole della traduzione letterale “Entrò in loro una discussione” ed entra in loro lo spirito del mondo, non certo lo Spirito di Dio, come entrò in Giuda il diavolo durante l’ultima cena.
Dimostrano di non conoscere il Signore. Gli apostoli hanno solo cambiato l’oggetto del loro orgoglio lo hanno travestito in modo religioso: ma è sempre l’orgoglio personale, l’io a guidare la loro vita. Bisogna stare attenti su questo punto!
Ogni volta che mandiamo avanti l’orgoglio è naturale arrivare a contese ed è vero anche il contrario, quando vediamo contese in noi è segno che c’è l’orgoglio a guidarci quindi mi serve da esame di coscienza. Non c’è da perdersi d’animo, tra quei 12 in 11 sono canonizzati. Gesù non si mostra però insofferente, ha appena parlato della sua scelta di umiltà e sofferenza nel testo precedente, adesso di nuovo si mette ad insegnare e mette davanti ai discepoli un bambino. Il bambino nella cultura ebraica rappresenta un’appendice della donna che era considerata zero e completamente dipendente dall’uomo.
Il bambino non conta niente, è dipendenza assoluta, è veramente l’ultimo anche nel campo religioso poiché non ha meriti! È retto solo dalla compassione gratuita di Dio.
Il bambino non può meritare l’amore con pratiche farisaiche ed è più povero del peccatore che può convertirsi e così iniziare a meritare il perdono; il bambino no, è lì che non può far niente ed ha bisogno di tutto, il bambino è bisogno assoluto e merito zero.
Il bambino è posto da Gesù nel mezzo e vicino a sé come un altro se stesso. Gesù in questo momento ci indica la via dell’infanzia spirituale, del vivere a mani vuote, forti solo della compassione di Dio.
Il brano di oggi termina con questa affermazione non proprio azzeccata di Giovanni (e questo ci consola) che dice noi, non è con noi, e noi glielo abbiamo impedito. Gesù risponde con voi, Gesù non si mette in questo noi poiché questa mentalità lo tiene al di fuori. Gesù pazientemente continua il suo lavoro in ciascuno per condurlo a quella piccolezza, infanzia spirituale e quella minorità che Francesco ha capito e scelto come regola di vita per tutti noi. Buona giornata, frate Andrea

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