“Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto…” Lc9,22

"e risorgere il terzo giorno" Lc9,22

"e risorgere il terzo giorno" Lc9,22

Qual’è la modalità con la quale l’amore si dona? La sua modalità di realizzazione?  Noi vorremmo amare senza mai soffrire, senza mai essere scalfiti minimamente. Ma credere che noi cristiani possiamo amare senza attraversare la Pasqua di Gesù è pure illusione, pura utopia. E’ ideologia che decade in un moralismo o peggio in bigottismo che prevarica la realizzazione del Regno secondo la modalità con cui Dio in Gesù Cristo si è rivelato. La Pasqua di Gesù è la scuola dell’amore che tutto assorbe, che tutto trasforma perfino il male. Ricordo sempre la parole di un martire dei nostri tempi, Don Andrea Santoro, ucciso qualche anno fa in Turchia: “Dio non guarda dal di fuori il nostro dolore ma ci è entrato dentro in Gesù, «uomo dei dolori», per mostrarci come trasformarlo in una via di luce, per viverlo in noi e farcelo vivere in lui come strumento di redenzione e come fonte di vita” . Amare è compromettersi fino in fondo. Ci ricorda papa Benedetto XVI che solo se ci lasciamo ripetutamente lavare, «rendere puri» dal Signore stesso, possiamo imparare a fare insieme con Lui ciò che Egli ha fatto. Ciò che conta è l’inserimento del nostro io nel suo (Gesù di Nazaret, Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla rissurrezione, LEV, 2011, pag.77). Tutto questo è dono, dono della sua grazia.

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>