I settantadue tornarono pieni di gioia

Sabato 5 ottobre ’13 – XXVI sett. T.O.

È un Vangelo, quello di oggi, che ci parla di gioia.
I 72 rientrano felici dalla missione in cui sono andati poveri e sprovveduti a 2 a 2. Sono stati accolti e rifiutati ma tornano felici di essere stati strumenti del Signore. Hanno visto realizzarsi e compiersi prodigi per mezzo loro e quindi ne sono stupiti e non vedono l’ora di poterlo raccontare a Gesù e agli altri. Vediamo i 3 livelli di gioia di cui ci parla il Vangelo di oggi:
1) I 72 tornano con gioia perché “anche i demoni sono sottomessi a noi nel tuo nome”. Quindi si rallegrano per un carisma che sappiamo essere dono di Dio ma che però non ha niente a che fare con la santità. È un dono dato da Dio senza alcun merito di chi lo riceve a vantaggio degli altri. È un dono al quale non ci si deve attaccare poiché il Signore lo dona e lo riprende quando vuole, va usato e non sotterrato con la consapevolezza di gestire qualcosa di qualcun altro.
2) La gioia di Gesù finisce in esultanza. I discepoli gioiscono, Gesù esulta! Esulta di vederli felici, Gesù non è geloso della nostra gioia ma ne è il costruttore e si unisce alla loro gioia bella anche se un po’ superficiale, legata a carismi e fatti esterni.
3) Gesù prende per mano i 72 e li guida ad una gioia più profonda, il Signore li conduce dalla punta dell’iceberg alla radice “siate felici piuttosto perché i vostri nomi sono scritti in Cielo” e questo significa essere nel seno del Padre. La nostra gioia è nel nostro reciproco dimorare in Dio: Lui dimora in noi e noi in Lui, i nostri nomi cioè l’entità della persona sono scritti in Cielo, in Dio. Questa è la vera gioia, l’uomo creato per Dio, per questa intimità ritrova il suo posto d’origine che è l’unico dove ci sentiamo totalmente a casa. Quindi la Missione ci fa essere altri Cristi portando la sua stessa Parola, compiendo le sue stesse opere ed essendo soprattutto “nascosti con Cristo in Dio”. Pensiamolo nella nostra missione che questo ci fa essere altri Gesù e ci conduce nella vita del Cielo. Frate Andrea.

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