“Guai” Lc10,13

Venerdì 5 ottobre 2012

Guai è una di quelle parole che non vorremmo mai sentire nella nostra vita; soprattutto se chi la pronuncia è il Signore. “Guai a te” per esempio. Eppure dobbiamo avere il coraggio di sentircela rivolgere dalla Parola di Dio odierna. Si perché, il Vangelo, va preso tutto per intero. Insomma, per usare un linguaggio moderno, si deve prendere tutto il pacchetto; e non ci sono opzioni a seconda dei gusti. O tutto, o niente. Qui il fai da te va il tilt. Può anche essere una moda, scegliere il tipo di fede, il tipo di morale etc. Il Vangelo, ahimè, non fa sconti. Sarebbe troppo bello! Soprattutto sarebbe una terribile tentazione, quella di manipolare un messaggio evangelico, per adattarlo ai propri bisogni. Un messaggio che,come ci ricorda san Paolo, non è modellato sull’uomo: “Vi dichiaro, fratelli, che il Vangelo da me annunciato non segue un modello umano; infatti io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo” (Gal1,11-12). Può anche non piacerci quello che Dio ci dice, soprattutto quando il suo messaggio ci scontra con una mentalità comune, sociale; ma c’è una grossa differenza tra le due. Si perché, mentre la mentalità comune è opinabile e soggetta alle mode del tempo, il Vangelo invece è portatore di salvezza. Se l’uomo moderno tenta di giustificarsi in tutti i modi da solo, aggiustandosi la realtà e la verità in tutte le maniere, il Vangelo ci costringe a fare delle scelte. Fare delle scelte definitive e decise, vuol dire crescere. Chi non sceglie mai, aggiustandosi la “copertina” di qua e di la, rischia per essere simile a quei tipi che a furia di stare davanti al computer, si creano un mondo virtuale (che non esiste), finendo con il confondere quest’ultimo com la realtà. Una realtà che non riescono più ad accettare perché ormai divenuta scomoda. Una specie ci bimbo adulto viziato, incapace di confrontarsi e di incontrare se stesso e il prossimo. Se Vangelo diventa scomodo è segno che siamo ancora vivi; che non siamo diventati insensibile a questa parola, ma soprattutto che abbiamo bisogno di Qualcuno, con la Q maiuscola, che ci tenda la mano e ci salvi.
Il Vangelo può complicarci la vita qualche volta, ma una cosa è sicura: ci rende uomini veri, sempre … che lo vogliamo.

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