“Gesù, intanto, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare” Mc 3,7

Giovedì 24 gennaio’13

Nel Vangelo di oggi Marco ci parla di un Gesù che si “ritira”. Il termine greco usato è anche la radice della parola anacoreta. Gesù in vari passi del Vangelo appare come un anacoreta, come un uomo di preghiera che cerca spesso e volentieri la solitudine come suo habitat dove effondersi nel colloquio col Padre. Ma è proprio da questa ricerca di isolarsi che accorrono da Gesù tantissime persone da 7 paesi diversi che indicano la totalità. È proprio nel momento in cui Gesù sceglie la preghiera che attira così tanta gente. Questo è capitato anche nella vita di tanti amici di Gesù. Ci sono stati, infatti, tanti santi anacoreti, uomini che si consegnarono alla solitudine, varcarono il tunnel della solitudine che non è facile per nessuno, per incontrare il Dio della vita, il Dio che si trova dopo la notte, che anzi è già presente nella notte, ma che lo si percepisce solo dopo una scura notte. Scegliere di incamminarsi in questo cammino è scegliere di amare la gente poiché intorno a questi uomini e donne di preghiera e quindi di pace si innesca un gran movimento di persone che vanno ad attingere consigli ecc. Gesù però chiede una “piccola barca”, una barchetta per scostarsi un po’ dalla gente che lo soffoca e per poter così parlare liberamente al popolo riunito. La barchetta è simbolo della Chiesa e anche questa semplice e forse scontata azione di Gesù ci dice qualcosa di importante per noi; ci dice la necessità di saperci un po’ scostare dalla folla, non lasciarci inghiottire dai problemi della gente. Allora scegliamo anche noi di ritirarci in preghiera e quando tanta gente verrà a chiederci aiuto anche noi scegliamo di salire sulla barchetta per aiutare tutti senza essere soffocati da nessuno e vedere le cose in modo più obiettivo.

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