“Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro” Lc24,15

Dio ci viene a cercare.  L’episodio narrato da Luca, mi fa venire in mente una preghiera di un bambino di otto anni, scritta sotto un cielo stellato in una notte d’estate : “Signore senza di te, siamo come un uomo seduto su una sedia a dondolo: si muove, ma non va da nessuna parte”. I discepoli di Emmaus si stanno allontanando da Gerusalemme dopo i fatti drammatici che vi sono accaduti. Anche noi, quando siamo delusi, fuggiamo, ci allontaniamo dal luogo dello scandalo, della delusione. Luca racconta che questi due discepoli erano diretti verso un luogo di nome Emmaus, che tuttora l’archeologia fa fatica a individuare; ci sono infatti almeno quattro siti archeologici che ne individuerebbero l’ubicazione. Tanto è vero che per molto tempo si è pensato che fosse un luogo inesistente. Forse non è del tutto sbagliato pensarlo, poiché quattro luoghi, sono quattro direzioni, quattro mete: insomma, non si sa dove si va! E’ come vagare senza una meta precisa, senza una direzione. E’ in fondo è così, quando non capiamo i movimenti di Dio. Siamo come un vagabondo senza meta. Uno sbandato, come Giacobbe.  E sebbene in questo pellegrinaggio si fa l’esperienza del buio, della notte, l’uomo non è mai solo. Quando non si vede più nulla, non si sa dove si sta andando, all’improvviso si scopre una presenza. Come Giacobbe, il fuggiasco. “Giacobbe partì da bersabea e si diresse verso Carran. Capitò così in un luogo, dove passò la notte, perché era tramontato il sole” (Gn28,10).  Giacobbe è in fuga, lontano da casa, dagli uomini ed è costretto a passare la notte all’aperto. E’ in fuga per sottrarsi alla vendetta del fratello. E’l’immagine dell’uomo che si è smarrito … una pietra per guanciale. E Giacobbe sogna.  Il comportamento di Giacobbe è moralmente discutibile, eppure Dio viene a trovarlo, a cercarlo proprio là dove si è smarrito. Quante volte Dio viene dove noi non l’attendiamo, dove meno ce l’aspettiamo. E’ Lui che ci viene a cercare, a prendere. E’ il pastore che lascia le novantanove pecore per andare a cercare l’unica che si è perduta. Come la samaritana. Quando Giacobbe si sveglia comprende una cosa: “Certo il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo” (Gn28.16).

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