Erano stupiti del suo insegnamento (Lc4,31-37)

Il brano di oggi inizia sottolineando l’autorità della Parola di Gesù. Luca dice al lettore che anche chi vive dopo la morte e resurrezione di Gesù può incontrarlo, può fare esperienza del suo amore attraverso l’ascolto della Sua Parola di vita. Ha autorità perché la sua parola compie ciò che dice a differenza delle altre parole. A quei tempi Gesù non era l’unico predicatore anzi ce n’erano molti ma Gesù a differenza di questi altri ha una autorevolezza molto diversa.
Le sue non sono semplici parole fatte di retorica, le sue Parole accendono dentro qualcosa di nuovo, fanno “ardere il cuore nel petto” come lo stesso Luca dirà nel racconto dei discepoli di Emmaus; sono Parole che rivelano il Padre, rivelano il Figlio e lo Spirito Santo, che rivelano l’uomo all’uomo, sono Parole di vita eterna che sanano e liberano l’uomo, sono Parola di Dio. Continuando il brano evangelico di oggi vediamo come questa Parola che ha autorità (l’unica che ce l’ha fino in fondo) oggi c’è nell’esorcismo che libera l’uomo dal potere demoniaco.
È posto all’inizio dell’attività di Gesù poiché è programmatico come nel Vangelo di Marco; rientra in quel “liberare i prigionieri” della profezia di Isaia che Gesù ha proclamato essersi verificata in Lui nell’oggi della sinagoga di Nazaret.
Tutta la vita di Gesù è un combattimento con satana e i suoi demoni, è una continuazione della tentazione nel deserto che vorrebbe far abbandonare a Gesù un messianismo umile per fargli abbracciare un messianismo spettacolare.
È la tentazione ricorrente di Gesù attraverso satana stesso, poi attraverso i demoni poi attraverso Pietro e gli altri apostoli poi attraverso coloro che ai piedi della croce invocheranno un intervento spettacolare “scendere dalla croce” come prova della sua messianicità.
Gesù è venuto a liberare l’uomo schiavo del male e del maligno che la Scrittura ci dice opera in vari modi nella vita dell’uomo: ruba la Parola di Dio (8,12) è nella ricchezza che se-duce (8,14; 16,13; Ef 5,5; 1Tim 6,10) entra nel cuore di Giuda (22,3) è l’accusatore, il divisore che è il significato di diavolo, il maligno (Mt 13,19), il tentatore (4,2), il leone (1Pt 5,8) omicida fin dal principio, padre della menzogna (Gv 8,44) principe di questo mondo (Gv 14,30) e soprattutto è colui che in Gv 3 suggerisce all’uomo un’idea e un’immagine falsa di Dio alla quale l’uomo si ribella, si allontana e così perde se stesso, si piega ad altri idoli perché ha bisogno di pregare, di adorare ma questi lo rendono simili a sé “hanno bocca e non parlano ecc”. L’uomo diventa egoista perché non sente di essere amato e cerca sicurezza ed amore altrove, invece del vero cerca l’utile, invece del bene il piacere, dell’amore l’interesse. Ma in questo modo si sente vuoto e triste. Gesù viene a liberarci per “renderci la gioia di essere salvati” Sal 50.

Frate Andrea

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