Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno (Lc 1,5-25)

Giovedì 19 dicembre ’13 – III sett. di Avvento

Silenzio! E’ la parola d’ordine della liturgia; in questa giornata, prossimi al Natale del Signore, siamo invitati nuovamente al silenzio. L’ha fatto ieri con la figura di san Giuseppe; oggi con Zaccaria. Non sono sufficienti visioni o apparizioni di angeli a fare dell’uomo un credente. Bensì è il silenzio che apre l’uomo alla vera fede. Nel silenzio la parola trova spazio; è accolta e può finalmente germinare. Nel silenzio ormai così raro ai giorni nostri, l’uomo impara e diventa un uomo di fede. Egli impara a ri-conoscere la presenza di Dio nella sua vita; a sentire i suoi passi nel proprio cuore. Nel silenzio l’uomo contempla i battiti del cuore di Dio. Da questo silenzio scaturisce come una sorgente, la fede e la pace; impara a vivere. Da quel battito, l’uomo alimenta la sua fede, che altrimenti è destinata a spegnersi per mancanza di ossigenazione per l’anima. Nel silenzio si vede Dio operare. Queste parole hanno senso, solo per chi, almeno una volta nella vita, ha pregato tacendo. Buona giornata, fra Marco.

Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno,

perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo!

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