“Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito” Mc10,28

 

La domanda di Pietro può, a prima vista, sembrare seguire la logica del dare e avere; ma solo in apparenza! La domanda in realtà è molto più profonda e  radicata nell’umanità. Essa corrisponde al bisogno vitale di una risposta e di un senso. Perché l’uomo ha bisogno di sicurezza, di risposte sicure. Non è possibile abbandonarsi immediatamente e totalmente all’amore: ci si arriva dopo fasi di arresto, di ribellione  e perfino di odio. Più passa il tempo, e più le domande scavano dentro di noi; la ricerca di una risposta definitiva si fa pressante. Lo slancio iniziale del cuore, per quanto sia sincero, è ancora fragile. Ha bisogno di tempo. Solo dopo un cammino, a volte lungo, a volte faticoso, si avanza fino ad abbandonarsi totalmente. E’ l’umanità ferita dal peccato. E allora, giunti alle soglie dell’amore di Dio, i “perché”, i “come” e i “che cosa”, non hanno più senso. Ma solo dopo essere passati per le domande più umane che il nostro essere riesce a elaborare. Il Vangelo è più umano di quello che possiamo immaginare. E’ una scuola di umanità … è umanità redenta!

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