“E io so che il suo comandamento è vita eterna” Gv12,50

La vita eterna. Riporto alcune parole di Zigmunt Bauman in Vita liquida: “Appiattito in un eterno presente e colmo di ansie di sopravvivenza e di gratificazione …, il mondo abitato dai «sottoproletari dello spirito» non lascia spazio che a preoccupazioni riguardo a ciò che si può, almeno in linea di principio, consumare e degustare subito, qui e ora. L’eternità è ovviamente messa al bando. L’eternità, ma non l’infinito: finché dura, infatti, il presente può essere esteso oltre ogni limite, e contenere tutto ciò di cui, un tempo, si sperava di poter fare esperienza quando fosse giunta l’ora … Grazie al numero infinito di esperienze terrene che si spera di poter fare, non si sente la mancanza dell’eternità: anzi la sua perdita può passare perfino inosservata. Ciò che conta è la velocità, non la durata” (pag. xv, Editori Laterza, 2005). Parlare di vita eterna a chi ha perso la speranza o nel profondo del suo cuore è incapace di sognare ancora sembra quanto mai inutile. Ma esiste la capacità dell’uomo di poter cogliere nella realtà frammenti di un qualcos’altro che lo apra alla stupore e lo spinga a ricercare, e se lo vuole, perfino incontrare, Qualcuno che gli permetta di aprirsi nuovamente ad un per sempre, che per l’appunto l’eternità. Nelle fessure che il tempo regala, nelle sue stupende pieghe, che nelle nostre mani e nei nostri volti diventano solchi profondi, sentenze inesorabili del tempo che passa, in quelle rughe e in quelle piaghe, ebbene, io riesco a scorgervi bagliori di luce, spiragli di eternità. Mi piace moltissimo una canzone di Susanna Parigi intitolata 42,3%, che permette di cogliere questi spiragli: Io vivo in quei non colori che sono le sfumature, io vivo nelle parole mai dette, sentite, nel vuoto totale che  la mente non sa immaginare. Io vivo di mio fratello che non ho mai avuto, in quello che poteva ma non è mai stato e in quella coincidenza che è la probabilità di una vita. Su questo filo imperfetto che attraversa la realtà io vivo la mia improbabilità…  e cammino sospesa tra grafici e misure, e raddoppio nelle statistiche la mia unità. E disprezzo le vostre manie percentuali mio malgrado inchiodata nel 42,3. Io vivo nello stupore che apre la mente, contro il veleno che è nelle certezze, nei momenti d’eclissi totale e la notte insolente ruba al giorno la sua metà. Su questo filo imperfetto che si aggancia alla realtà io vivo la mia improbabilità… e cammino sospesa tra grafici e misure,  e raddoppio nelle statistiche la mia unità. 

 

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