“E in quel luogo molti credettero in lui” Gv10,42

Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase” (Gv10,40). Il Vangelo di oggi dovrebbe essere letto alla luce di tutto il capitolo 10, dove emerge mirabilmente la figura di Gesù buon/bel pastore. Allora si comprende facilmente questo ritornare di Gesù proprio dove aveva iniziato la sua predicazione: al di là del Giordano. Un luogo di confine. Dove nessuno era stato capace di oltrepassare. Mosè dovette fermarsi al di qua. Gesù non è solo la via: “Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo” (Gv10,9). Significativa è la conclusione della pericope: “E in quel luogo molti credettero in lui” (Gv10,42). C’è una moltitudine di gente che esce dalla una città fortificata per seguirlo; esce simbolicamente dalle sicurezze della propria vita. Affrontano, non solo fisicamente, un cammino che evidentemente non è solamente spaziale. Per comprendere, per capire una realtà è necessario distaccarsene, allontanarsi dal luogo di tensione, ritornare anche alle origini se necessario. Rivedere quanto sta accadendo, come fossero dei fotogrammi. Prima ancora dunque è un cammino interiore; un percorso necessario per giungere alla verità. Le parole su cui riflettere potrebbero essere: FERMARSI, RIVEDERE, PREGARE, MEDITARE, CONTEMPLARE, DECIDERSI, CREDERE.

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