“Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?” Gv6,5

Domenica 29 luglio 2012

Dio ci mette alla prova per suscitare in noi una risposta. La descrizione dell’evangelista è chiara. La folla cerca Gesù perché ha visto i segni che compie. Sembra quasi che il Signore se ne voglia allontanare, distaccarsene, e lo farà! Sale su una montagna, e si mette a sedere, con attorno i discepoli. E’ l’atteggiamento di si accinge a dare un insegnamento. E l’insegnamento è rivolto ai discepoli. La folla rimane alla periferia, anche se il Signore ne vede le necessità, e se ne preoccupa. Ma l’insegnamento è per ogni discepolo che si voglia mettere ai piedi di Gesù. E Egli li provoca, ci provoca, con u a domanda: dove comprare pane per così tanta gente? Al di là del fatto che sarà impossibile trovare nei paraggi un panificio, è una domanda che mette i discepoli di fronte alla propria impotenza; le risorse economiche sono insufficienti. Ma la domanda serve anche a prendere coscienza delle proprie risorse, di quel poco che hanno (abbiamo) e a metterlo a disposizione del Signore. Perché se lo mettiamo a disposizione di Dio, questo poco diventa molto, diventa abbondanza. Infatti ne portano via dodici ceste piene, una per ogni discepolo, una per ogni tribù d’Israele; Dodici è infatti un numero simbolico che indica pienezza e completezza. I nostri mezzi sono insufficienti da soli; ma se li mettiamo a disposizione di Dio si moltiplicano. Se abbiamo il coraggio di essere coinvolti, di condividere ciò che abbiamo, accade qualcosa di inaspettato. Il linguaggio del testo inoltre, è un linguaggio eucaristico; i verbi e i gesti sono tipicamente eucaristici!

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