“Dai loro frutti li riconoscerete” Mt7,16

Oggi riconoscere i frutti buoni è un problema! Questo vi meraviglia? Un esempio concreto. Quando andate al supermercato, e comprate, che ne so…, una mela, certamente scegliete quella più bella, rossa, senza un difetto. Non comprereste mai una mela che abbia dei difetti sulla buccia, impolverata, e magari con qualche buco. Solo che la prima, chissà con che cosa è stata trattata,e non sa di niente;  mentre la seconda, anche se al suo interno ha il baco, è molto più buona e saporita. Ma il problema è che con il tempo ci si abitua, e peggio ci si convince, che la mela che non sa di niente è quella buona. Allo stesso modo, anche nella vita, a forza di “mangiare” cose che non sanno di niente, si finisce per abituarsi a tutto; anche ai frutti cattivi. Ne è una dimostrazione lo straziante spettacolo della televisione, ormai alla deriva delle peggiori oscenità. L’appiattimento è un pericolo per il Vangelo; perché si finisce per annacquarlo con le sparate del “guru” di turno che è tutta apparenza e niente arrosto! Insomma, la mela ci dovrebbe insegnare che, solo se una volta nella vita, l’hai colta dall’albero buono, sai distinguere tutte quelle che in realtà non sanno di niente.

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