Conversione

Lunedì 14 ottobre ’13.

Il Vangelo di oggi ci parla dei contemporanei di Gesù, di quale grande grazia avevano e di come invece si sono chiusi nella grettezza e durezza del loro cuore.
Hanno lì davanti a loro il più grande segno dell’Amore di Dio “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito non per condannare il mondo ma perché il mondo si salvi per mezzo di Lui” (Gv 3) e loro ancora non aprono le finestre a questo sole che può illuminare e scaldare il loro cuore. Sono come spettatori spietati che desiderano vedere uno spettacolo e non seguono affatto le parole dette sulla scena.
Il segno più grande è la presenza di Gesù e quindi del Regno di Dio in mezzo a noi, il segno definitivo è la croce, passione, morte e risurrezione nel cui mistero si manifesta la Misericordia di Dio, che effonde tutto il suo amore che però è discreto e lascia la libertà all’interlocutore di accettarlo o meno.
Dio è amore, la fede è semplicemente accogliere questo amore e il suo frutto è la pace e la gioia.
Gesù chiama questa generazione malvagia, maligna nei suoi confronti perché non accoglie il dono, non lo vede eppure è lì, sono fissati su altro e altrove. Gesù è lì adesso. Essi cercano un segno, questo è un rimando ad un’altra realtà: es. il fumo è segno del fuoco, un’indicazione stradale indica un luogo, una città dove desideriamo arrivare; una volta arrivati in tale città diventa inutile il piazzamento di ulteriori segnali, c’è un ultimo cartello che indica che siamo arrivati in tal posto.
I profeti erano questi segnali ma ora non avrebbero più senso altri cartelli, questi finiscono col Battista che indica Gesù e dice “Ecco l’Agnello di Dio”.
Poi i segni che il Signore ha dato e continua comunque a dare rispettano 2 cose: la sua verità (amore, umiltà, povertà, semplicità = Misericordia) e la nostra libertà (Dio dà dei segni da scoprire e da leggere; non viene col fucile ad obbligare la nostra conversione. Dio è Amore non un dittatore).
Pertanto ogni segno, per primo la Croce, segue questi 2 criteri.
Gesù parla poi di due episodi di conversione e di alcuni personaggi: la Regina del Sud, cioè una pagana che però cerca il volto del Signore e si apre al cambiamento; i Niniviti grandi peccatori che hanno cambiato vita. Sono loro che giudicheranno questa generazione, al Signore non interessa che siano perfetti ma che si convertano: il Signore “solleva i poveri dall’immondizia per farli sedere tra i principi del suo popolo”.

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