Conversione di San Paolo

Venerdì 25 gennaio’13

Esaminiamo il brano che narra la conversione di Paolo tratto dal racconto degli Atti. Ci troviamo di fronte a una svolta storica di tutto il cristianesimo, l’autore degli Atti lo pone infatti tre volte all’interno della sua opera. Questo ce ne fa capire la grande importanza poiché i libri sacri ripetono solamente per sottolineare l’importanza fondamentale di alcuni eventi. “Saulo frattanto, sempre fremente minaccia e strage contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme uomini e donne, seguaci della dottrina di Cristo, che avesse trovati” (1-3). Nei capitoli precedenti Paolo era già apparso come uno dei persecutori della Chiesa ma rimaneva un gregario. Ora cresce la sua volontà di perseguitare la Chiesa si può dire che cresce nel male, nella sua cattiveria; questo sembra preparare la sua dannazione, in realtà prepara il suo incontro con il Signore che si fa vivo nella sua vita proprio quando ha toccato il fondo. Gesù irrompe nella vita di Paolo. È un’iniziativa divina come sempre Lui ci ama per primo. Tale iniziativa dell’amore di Dio è presentata con questi elementi: luce, voce, apparizione di una figura celeste. Infine la reazione del destinatario. La voce ripete 2 volte il nome di Saulo. Anche nella nostra vita il Signore non ci ha chiamati una sola volta ma per 2 o anche più a cambiare. E anche nella vita di Paolo si possono riscontrare due conversioni: la prima è da una vita lontana da Gesù, anzi contraria a Gesù a una vita di sequela, la seconda da una vita di sequela nella quale Paolo credeva di poter auto – salvarsi, auto – santificarsi, a una vita di abbandono fiducioso.
A causa di questo per ben tre volte ho pregato il Signore che l’allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». La debolezza di Paolo è il luogo del dispiegamento della grazia potente di Dio del suo amore. Questa è la seconda conversione di Paolo, la sua seconda partenza. Paolo desidera essere perfetto vorrebbe anche qui la lettera credenziale che voleva per perseguitare i cristiani. Paolo desidera come tutti noi amare Dio a modo suo, cioè avendo qualche diritto nei suoi confronti, invece è Dio
ad amarlo a modo Suo, non lo libera da quel difetto, da quella fragilità che potrebbe farlo credere bravo, un bravissimo atleta, un grande guerriero, vuole fare di lui un piccolo figlio che si fida che sa sorridere e gioire non a motivo della sua perfezione ma a motivo dell’amore di Dio.
Questa è la seconda conversione vissuta da Paolo e richiesta e proposta anche a noi. Non è un invito al lassismo ma un invito alla fiducia totale in Dio. Si, totale! Il nostro problema non è non fidarsi di Dio ma il non fidarsi totalmente, questo è l’ambito della seconda conversione.
La prima conversione rende cristiani la seconda rende santi. Fra Andrea.

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