Commemorazione di tutti i fedeli defunti

Venerdì 2 novembre 2012

 

Nelle esequie, la Chiesa prega che i suoi figli, incorporati per il Battesimo a Cristo morto e risorto con lui dalla morte alla vita e, debitamente purificati nell’anima, vengono accolti con i santi e gli eletti nel cielo, mentre il corpo aspetta la beata speranza della venuta di Cristo e la risurrezione dei morti (da Introduzione al Messale). Qualche anno fa, era il 2000, usci un film interessante; il titolo vi sorprenderà: Il gladiatore. Il film per niente banale, racconta la storia di un centurione romano che lotta per la fedeltà all’imperatore e a Roma, e nel tentativo di rimanervi, subisce tutta una serie di prove, tra le quali la più difficile sicuramente l’assassinio cruento della moglie e del figlio. Al di là della storia in se, mi piace come il film mostra il desiderio del protagonista di rimanere in qualche modo legato ai suoi cari, legame che nemmeno la morte è riuscita a spezzare. Anzi spera un giorno di poterli raggiungere. E’ profondamente iscritto nell’uomo, il bisogno di rimanere in relazione con i propri cari. Oggi, purtroppo, e la famigerata festa di Halloween ne è un segnale eloquente, si sta perdendo questo realtà umana profonda. L’uomo odierno incapace di vivere autentiche relazioni a lungo termine, finisce per svilire anche i legami più profondi. Meglio scherzarci su con un semplice “dolcetto o scherzetto“, che andare al cimitero per un ricordo o una preghiera. Andare alla tomba di un parente o di un amico, fa riflettere sulla vita. Fa riflettere soprattutto sul senso di un dolore che a volte non si estingue, e che permane ogni mattina quando ti svegli. Eppure per chi ha amato veramente, per chi sa di non aver amato inutilmente, c’è bisogno di una speranza. C’è bisogno di cercare una risposta ad un tale drammatico distacco. Si può accettare la morte passivamente e stordendosi pur di scacciare i suddetti fantasmi della sofferenza; oppure si può tentare di  cercare una risposta. Credo però, che alla base di una simile ricerca, é necessario ci sia un grande amore; senza questo grande amore  l’uomo non si mette in cammino per trovare una simile risposta. Si certo, riempiamo alcune feste come san Valentino di bei pensierini, del tipo di amerò per sempre; oppure come gli adolescenti che, credendo di sapere tutto sull’amore, vi investono tutto svendono i propri corpi al primo amore illusorio per poi rimanere delusi a distanza di poco tempo, finendo per non credere in niente. Poi, però, tutto si dimentica. Come si può sperare in qualcosa di più grande, se non si è nemmeno capaci di amare veramente? Solo chi si mette alla ricerca spinto da un grande amore è capace di cogliere spiragli di eternità stupendi. Che non sono illusioni del cuore, ma segnali che le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo (Ct8,7). Solo chi si fa accompagnare da un Amore più grande, lo può capire.

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