“Come mai questo tempo non sapete valutarlo? ” Lc12,56

Venerdì 26 ottobre 2012

Valutare il tempo. La vita, nonostante tutto, scorre. Ci sono giorni in cui tocchi il cielo con le dita; altri in cui invece ti senti schiacciato per terra che non hai nemmeno la forza di gridare. Giornate corte, giornate lunghe. E al mattino riapri gli occhi sperando che oggi sia meglio di ieri. Poi ci sono tutte quelle cose lasciate in sospeso: i ricordi, i rimpianti e i rancori. Tutti i giorni, per chi almeno prega, diciamo nel Padre Nostro: rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori. Forse ormai ci siamo abituati a queste parole che non ci facciamo più caso, e non ci rendiamo conto invece del valore e del risvolto che esse hanno nella nostra vita. Vivere senza mai perdonare non è vivere. Soprattutto è chiudere le porte alla grazia di Dio. E’ pretendere che Dio faccia distinzioni fra gli uomini, dimenticando che Lui ha dato la sua vita nel Figlio per tutti noi. Il Vangelo invita a fare pace quanto prima. Una domanda però, sorge con forza dentro di me: perché noi uomini non riusciamo ad amarci? perché troviamo cavilli a cui attaccarci per litigare continuamene? cavilli che nessuno di noi potrà conservare per la vita futura. A volte non ci salutiamo per strada senza nemmeno sapere il perché; si litiga per una questione di soldi, di eredità o cose del genere! Ce la prendiamo per altre che sinceramente, non so se davanti a Dio hanno poi un valore. Ma quel che è peggio, è l’inferno che ci portiamo dentro, perché si tratta in effetti, di un vero e proprio inferno. La domanda però è ancora più profonda: ci può essere posto per queste cose in paradiso? Se oggi la maggior parte della gente non crede più nella vita eterna, forse è proprio perché si è talmente abituata all’inferno che ci siamo creati sulla terra, che non è più capace di vedere uno spiraglio di azzurro nell’esistenza. Non sa più credere nel perdono reciproco! Ma non venitemi a raccontare che si vive meglio in questo modo. Se sono io a decidere chi voglio perdonare e chi no, non ho certamente nulla a che fare con il Padre che Gesù Cristo ci ha rivelato. E non mi devo sorprendere se poi non ricevo risposta alle mie preghiere: perché siamo su due frequenze completamente diverse. Si certo, qualcuno si appella al proprio libero arbitrio, ma non mi sembra che, da quando la maggior parte della società ha scalzato i valori morali, per non dire cristiani, abbiamo fatto dei passi avanti. Basta guardarsi attorno per rendersene conto. L’importante è riempire le proprie tasche! Bel progresso! Il Vangelo è tutta un’altra cosa.

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