“Ci visiterà un sole che sorge dall’alto” Lc1,78

Lunedì 24 dicembre’12

Camerino (MC),Convento dei CappucciniLa vicenda umana del Figlio di Dio. Senza Gesù Cristo non si può capire che cosa voglia dire essere salvati. La salvezza che Gesù ci offre non può in alcun modo essere separata dalla sua persona; tutta la novità che Egli porta è legata alla sua persona. Con la sua storia (vicenda) umana, con la sua morte e la sua risurrezione, ci rende partecipi della sua stessa vita, che Lui, in quanto uomo, acquista e ristabilisce in pienezza proprio nella sua risurrezione e glorificazione. Di fatto la risurrezione e la glorificazione di Cristo rappresentano e significano la perfezione in relazione alla natura umana incarnata, e sono sono dunque quella pienezza a cui ognuno di noi è chiamato. Ogni volta che veniamo in contatto con l’umanità di Cristo, inevitabilmente veniamo in contatto con la sua divinità. Questo comporta una trasformazione in noi; la sua umanità è la nostra porta di passaggio. Si tratta dunque di incarnare l’umanità del Figlio di Dio, obbedendo al Padre e vivendo la vita così come l’ha vissuta Lui; cioè di avere quello stesso atteggiamento filiale di Cristo, che ha il culmine proprio sulla croce. In questo cammino, a cui ognuno di noi è chiamato a conformarsi, si compie l’unione trasformante con Gesù. Si tratta di seguire i passi di Gesù vivendo l’obbedienza al Padre secondo la “nuova” umanità del Figlio. Sulla croce paradossalmente la morte diventa vita. Un cammino che ha il suo punto di partenza proprio nella Natività.

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>