Chiedete e otterrete

Sabato 11 maggio ’13

Schermata-2012-02-06-a-09.10.11Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre” (Gv 16,26). Ci sono domande che ci perseguitano tutta la vita. Una di queste è: chi sono io? Nel Vangelo di oggi Gesù dimostra di avere una consapevolezza molto chiara della propria identità. Nonostante oggi la scienza ci possa dimostrare come siamo fatti, come funzioniamo, e non potrà mai rispondere però alla domanda: chi sono? La domanda rimane dunque. Esistono due grandi limiti nella nostra vita: un limite anteriore che è rappresentato dai nostri genitori; e il grande limite che è la morte. Siamo circoscritti dentro questi due limiti; e la domanda iniziale si fa sempre più pressante, perché i confini sopra citati mettono in crisi la nostra identità, provocando altre domande che, per alcuni, possono essere inquietanti: perché sono nato? Che cosa sarà di me dopo la morte? Perché sono venuto al mondo io e non un altro? Le domande con gli anni aumentano e se non si sa rispondere si può arrivare a un vero e proprio cortocircuito. Gesù invece, avendo come origine il Padre fuori del tempo (Kronos), è consapevole della propria esistenza prima del tempo, fuori, oltre e dentro del tempo. Una consapevolezza espressa più volte e in maniera diversa: “Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo” (Gv 8,23). “Io sono l’Alfa e l’Omèga, il Principio e la Fine” (Ap 21,6). Questa consapevolezza, che può impressionare e provocare reazioni diverse in ogni uomo, diventa ancora più sconvolgente nel momento in cui Egli afferma di se stesso: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Gv 14,6), poiché costringe l’uomo a prendere una posizione per poter rispondere alla domanda iniziale di questa riflessione. Se dunque vuoi rispondere a tale domanda, sei costretto a confrontarti con la sua persona! E dunque o rifiuti a priori di confrontarti con il Signore Gesù; oppure accogli la sua rivelazione come necessaria per poter rispondere alla domanda di sempre. Confrontarsi con la persona di Gesù comporta però anche entrare in una relazione con il Padre suo, e dunque la risposta alla domanda di sempre arriverà man mano che questa relazione crescerà. Mi sembra, a questo punto, che le parole di richiesta del Vangelo odierno abbiano ora una luce diversa; una luce che illumina il cuore di tenebra di ogni uomo: “In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena” (Gv 16,23-24). Una gioia che può scaturite solamente da una relazione autentica con Dio, Creatore della vita e dell’universo. Perché Dio è la risposta ultima a tutte le nostre domande.

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