Chi sono io, Signore Dio, … perché tu mi abbia condotto fin qui? (2 Sam 7,18-19)

Giovedì 30 gennaio ’14

La liturgia di oggi ci pone una domanda; la stessa domanda di Davide: “Chi sono io, Signore Dio… ?”. Una domanda che ci accompagna spesso nel corso della vita. Davide, dopo che il Signore lo ha scelto, tirandolo letteralmente fuori dal suo anonimo quotidiano, dove probabilmente nessuno si era accorto di lui, è divenuto un re, di cui ancora oggi si parla. Tutto questo lo porta a riflettere sulla propria identità. Egli si accorge che la domanda tocca le profondità del suo essere. Una domanda che ha toccato anche le profondità di un altro personaggio famoso ancora oggi: San Francesco d’Assisi. Quando l’uomo raggiunge l’apice della propria vita, , e prende coscienza della grazia di Dio che lo ha investito, la domanda sorge spontanea. Un brivido scuote il tuo cuore quando prendi coscienza della grazia che appunto ti è stata concessa. “Perché proprio io? Perché hai scelto proprio me è non un altro?“. Quando l’uomo non si accontenta del successo, della fame, del potere, tutte realtà che danno la vertigine, e l’illusione di una realizzazione, e non riempiono il cuore, ma riconosce in Dio l’origine di tutto ciò, si sente improvvisamente investito di un privilegio di cui non si sente degno. È la domanda torna, torna, continuamente nel suo cuore. Una domanda, la cui risposta non arriverà da un semplice ragionamento o da pensieri elevati, ma che troverà pace solo quando l’amore di questo Dio che chiama lo fa sentire appunto amato. Il perché è in questo amore gratuito di Dio, che coglie l’uomo nel suo apparentemente anonimo quotidiano, che però non sfugge allo sguardo divino. Buona giornata, fra Marco.

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