“Chi è dunque costui?” Lc9,9

Giovedì 27 settembre 2012

«Chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo. Chi è Gesù? Chi può rispondere effettivamente a questa domanda? Siamo proprio sicuri di sapere chi sia Gesù? Forse non ce ne rendiamo conto, ma l’aver ricevuto sin da piccoli un’educazione cristiana, cattolica, ha fatto si che molte realtà di fede, siano date per scontate, o per lo meno acquisite. Spesso poi la fede l’aggiustiamo tirandola un po’ in qua e in là. Si certo, si crede in qualche modo in qualcuno, ma la sua identità rimane sempre un po’ incerta. Perché? Probabilmente anche noi come Erode, siamo attaccati alle nostre ricchezze di opinione, teologiche, moralistiche, perfino ateistiche, e in questo modo restringiamo continuamente il campo di azione di Dio. Cerchiamo di vederlo, ma sempre a distanza, perché in fondo, ci fa comodo non spingerci oltre una certa soglia. Si tratta allora di COMPROMETTERSI. Essa è una parola difficile, ambigua. Pericolosa. Può avere una valenza negativa, oppure, quando è riferita a Dio, all’amore di Dio, a Cristo, assume un valore più che positivo. COMPROMMETTERSI VUOL DIRE ANCHE NON POTER PIU’ TORNARE INDIETRO. Superare il punto di non ritorno. Cioè è preclusa ogni via, ogni possibilità di ritorno. A questo punto la parola compromettersi si mostra in tutta la sua drammaticità perché richiama il concetto di radicalità, di totalità. A questa parola ne fa seguito un’altra di vitale importanza: VOCAZIONE. Parola ancora più pericolosa! Perché è una parola che non accetta compromessi, se non il compromettersi fino in fondo, definitivamente, a “giocarsela” fino alla fine, non escludendo niente. Quanto siamo disposti a “perdere”, a cambiare, per il Vangelo? C’è un solo modo per scoprirlo: guardarsi dentro! Essere onesti con se stessi. La risposta è scritta nel nostro cuore, in ognuno di noi … e il Signore la conosce. Solo così possiamo entrare nel vangelo, e aprire la prima pagina. Perché nel Vangelo si entra così come siamo, così come si è realmente. Il Vangelo pretende uomini, donne vere. Il Vangelo pretende l’umanità. La materia umana è il primo degli ingredienti, insieme alla fede e all’umiltà.

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