Annunciazione del Signore (Lc 1,26-38)

Martedì 25 marzo ’14 – III sett. T.Q.

Solo per un momento il cammino quaresimale riprendere fiato. Se per un attimo ci siamo lasciati andare, infrangendo i propositi iniziali, la sosta di oggi permette di ricentrarsi e di ripartire.

Apparentemente fuori luogo, la solennità dell’Annunciazione del Signore ci consente per vivere più profondità il nostro cammino. Essa ci ricorda, infatti, che la Pasqua del Signore non è un evento isolato, ma rientra in un piano di salvezza operato e preparato da Dio molto tempo addietro. Il mistero del Figlio di Dio che si fa uomo necessità di essere contemplato nella sua totalità. Non possiamo, in realtà, limitarci ai soli eventi pasquali per comprendere la vera identità di Gesù. I Vangeli stessi, con la loro evoluzione, da Marco a Giovanni, hanno sentito la necessità di approfondire la vera identità del Cristo, andando sempre più a scavare nella sua origine, giungendo fino alla preesistenza del Verbo. Per comprendere la passione, morte, e risurrezione di Gesù, abbiamo bisogno di aprirci al mistero dell’incarnazione, guardando al momento in cui il si di una giovane donna ha permesso a Dio di attuare il suo piano di salvezza.

La lunga attesa del popolo di Israele, annunciata dal profeta Isaia, intuita dal salmista e ben compresa dall’autore della lettera agli Ebrei, ha il suo compimento proprio in questo “si”. Quel si apre la strada al Figlio di Dio. Ogni volta che un essere umano di ce “si” a Dio, la storia della salvezza raggiunge gli estremi confini del mondo. Preghiamo la Vergine Maria che ci aiuti a pronunciare il nostro si anche in quelle zone della nostra esistenza in cui ancora facciamo fatica a far entrare il Signore. Buona giornata, fra Marco.

Santa Maria Vergine, non vi è alcuna simile a te, nata nel mondo, tra le donne, 2 figlia e ancella dell’altissimo sommo Re il Padre celeste, madre del santissimo Signore nostro Gesù Cristo, sposa dello Spirito Santo; prega per noi con san Michele arcangelo e con tutte le potenze dei cieli e con tutti i santi, presso il tuo santissimo diletto Figlio, Signore e maestro (San Francesco, Ufficio della Passione del Signore, FF 279).

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