Annunciare oggi il Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo

Mercoledì 25 settembre ’13

Le Fonti Francescane ci riportano un episodio su san Francesco e i suoi frati: “Frate Giovanni, uomo di grande santità, che era stato compagno speciale e confessore di frate Egidio fino alla morte di lui, racconta che lo stesso frate Egidio, quarto frate dell’Ordine, gli riferiva tali cose. Quando eravamo appena sette frati nell’Ordine e non di più, il beato padre Francesco ci chiamò attorno a se presso Santa Maria della Porziuncola, nel bosco che allora si estendeva attorno al convento; e come se celebrasse il primo sinodo o convocasse il primo capitolo, così ci parlò: «So, fratelli carissimi, che il Signore ci ha chiamati non soltanto per la salvezza nostra. Voglio perciò  che ci disperdiamo tra la gente e portiamo soccorso al mondo in pericolo mediante la parola di Dio ed esempi di virtù ».  Noi rispondemmo umilmente: «Noi siamo illetterati, frati laici; che cosa potremo fare per la salvezza del mondo?». Rispose: «Andate sicuri della provvidenza di Dio», e si mise a spiegarci come poteva e a imprimere nei nostri cuori queste due sentenze: «Getta nel Signore il tuo affanno ed egli ti darà sostegno» (Sal 54,23); questo diceva per rimuovere ogni diffidenza, poiché mandava senza possedere nulla in regioni sconosciute; e quell’altra del Vangelo: «Non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, ecc. Non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi» (Mt 10,19-20); e questo diceva come risposta a ciò che avevano detto: «Siamo illetterati», volendo confortare e irrobustire i loro cuori perché fossero sicuri che Dio basta a tutto e suole supplire ai nostri difetti quando, operando piamente, speriamo in lui” (FF2689).

L’Annuncio del Vangelo non pretende chissà quali risorse; prendente la disponibilità semplice di chi ha creduto alla Buona Novella di nostro Signore. Un annuncio fondato solamente in queste poche parole: il Signore Gesù è risorto! Tutto qui! Siamo troppo preoccupati a fare riunioni su riunioni, a trovare nuovi stili, parole, tecnologie, che dimentichiamo la semplicità dell’annuncio, il quale non dipende tutto da noi, come spesso crediamo (a conferma di questo, le nostre paure e le nostre rigidità). Per questo abbiamo paura di annunciarlo. L’annuncio è sostenuto da quella forza straordinaria che proviene dallo Spirito Santo, che spesso rimane nei cuori di molti fedeli il grande sconosciuto.  Oggi inizia la novena in preparazione al transito di san Francesco di Assisi. Il suo desiderio di annunciare il Vangelo era veramente grande, insaziabile: “Il Signore ci ha chiamati non soltanto per la nostra salvezza”. Nasceva dalla consapevolezza che tutto proviene da Dio, e senza la sua santa operazione nulla è possibile. Questo desiderio di annunciare il Vangelo non era fanatismo come succede a coloro che che si sono appena convertiti o a quelli che si sono rifugiati nella morale perché incapaci di vivere nella libertà dei figli di Dio. Il suo desiderio era spinto dall’amore di Dio per ogni creatura, un desiderio che traspariva dalla delicatezza dei suo modi e dal considerarsi inferiore a tutti (la minorità). Un annuncio però fermo e deciso; e se rifiutato, non polemizzava ma se andava giocondo da un’altra parte. Se non trovava chi volesse ascoltarlo si rivolgeva alle altre creature di Dio, vedi la predica agli uccelli, senza perdere per questo la pace del cuore. In fondo la pace è segno evidente di una presenza nel nostro cuore. Se la perdiamo perché ci sentiamo rifiutati o attaccati, evidentemente questa pace non proviene da Dio, ma dalle nostre sicurezze umane. La pace di Dio, ce lo ricorda l’apostolo Paolo (Fil 4,7), supera ogni nostra intelligenza, cioè ogni tentativo di razionalizzazione del nostro agire e pensare.

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