Amore

Domenica 28 aprile ’13

papa-francesco-lavanda-piedi1 copiaLa parola di Dio oggi ci parla di amore. E’ la Parola di Dio fatta carne e che si resa visibile in Gesù Cristo, che ci invita a questo amore. Non un amore qualunque, ma ad un amore vero, concreto, autentico. Mai come oggi la parola amore, infatti, è abusata e manipolata. Il Signore stesso però ci mette sulla strada giusta. Si perché, Egli non solo ci invita ad amarci gli uni altri, ad amare il nostro prossimo, ma ci dice anche come amarlo: “Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni altri” (Gv 13,34). È un richiamo, non ad un amore qualunque, banale superficiale, effimero; piuttosto ad un amore reale. È Lui, il Signore Gesù con la sua vita, a essere il metro, l’unità di misura di questo amore. L’amore di Gesù, il suo amore portato all’estremo, diviene, è, il riferimento per ogni altro amore che vuole essere vero, autentico, totale ed eterno. Dobbiamo però essere attenti a non fare uno sbaglio o a confondere questo amore con una specie di norma morale o etica, che finirebbe con il sminuire e ridurre questo amore ad uno specie di sforzo etico o morale appunto, un ascetismo che finisce con una disponibilità a sacrificare la propria vita per l’altro. Se così fosse, allora il cristianesimo altro non risulterebbe che una specie di sforzo estremo, etico o morale, che non tutti sarebbero in grado di vivere. In questo modo molti rimarrebbero tagliati fuori da questo amore, perdendo così tutta la novità di Gesù cristo. Non dobbiamo mai dimenticare che, al contrario delle altre religioni, dove è l’uomo che deve andare verso la divinità, nel Cristianesimo è prime di tutto Dio che si china verso l’uomo, ogni uomo (e basterebbe ricordarsi della parabola del buon samaritano). In Gesù Cristo, è Dio che si volge verso l’uomo, e salvandolo con il suo amore, proprio lo rende partecipe di quest’amore stesso, che altro non è che la comunione delle tre Persone Divine. Un amore che potremmo definire fuori misura! L’invito di Gesù è pertanto, un invito non ad un amore banale o derivante da uno sforzo ascetico, ma ad entrare nel dono gratuito di quest’amore. Un amore che può nascere solamente dalla comunione con Cristo. Una comunione che è possibile a partire proprio dall’accoglienza di questo stesso amore. Solamente vivendo e nutrendosi di quest’amore è possibile amare fino all’estremo, all’ennesime potenza o rispondere alla richiesta di Gesù di perdonare settanta volte sette. Solo a partire da questo amore più grande possiamo e saremo Cristiani fino in fondo.

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>