“Àlzati, vieni qui in mezzo!” Mc 3,3

Mercoledì 23 gennaio’13

L’uomo che viene guarito nel Vangelo di oggi, nel giorno di sabato, ha una mano inaridita. La mano è nell’uomo qualcosa di molto importante poiché è attraverso di essa che ci rapportiamo con gli altri, salutiamo stringendo le mani altrui, ci portiamo il cibo alla bocca, porgiamo il cibo agli altri, accarezziamo un’altra persona, comunichiamo quindi amore. Se gli occhi ci fanno vedere il mondo, le mani ce lo fanno toccare. Ci troviamo quindi di fronte ad un uomo che non ha contatti col mondo esterno se non marginali, vede ma non tocca poiché la sua mano è ritirata. Sta al margine poiché non si può difendere dalla ressa. La prima cosa che Gesù fa è porlo al centro, metterlo nel mezzo dell’assemblea dove, praticamente, non è mai stato a causa della sua infermità. Gesù lo mette lì poiché, ai suoi occhi, è quello il suo posto: il primo. Per Gesù i frustrati, i poco valutati hanno il primo posto. Gesù gli restituisce la salute e quindi lo riabilita ad avere rapporti sociali col mondo, d’ora in poi potrà accarezzare, porgere la mano, aiutare… C’è poi un altro aspetto, la tristezza e l’indisposizione di Gesù verso i farisei. Il termine dice più che indisposizione compartecipazione, è come se Gesù dicesse: “Come mi dispiace di vedervi così chiusi, quante gioie vi precludete, aprite il vostro cuore”.
Ecco la tristezza ed indisposizione di Gesù sono da leggere in chiave di solidarietà. La gioia del Cuore di Cristo è vederci accogliere il suo Spirito, il suo stile di vita. A Gesù tutto questo costerà la vita; già qui al 3° capitolo, Gesù è condannato a morte e i farisei non si rendono conto che anche loro infrangono il sabato: Gesù per dare la vita, loro per dare la morte. Stiamo attenti a non cadere in questi controsensi e apriamo il cuore alla carità che è il primo comandamento, l’unico comandamento. Fra Andrea

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