“Alzati e cammina” Lc 5,23

Lunedì 10 dicembre 2012
Le paralisi del cuore. Anche se le gambe si muovono, ci sono paralisi più profonde nella vita di un uomo, che spesso non permettono di avere una vita normale. Quando il nostro cuore si scopre vulnerabile, ferito, può accadere che il dolore che accompagna queste ferite finisca per paralizzarti. Una di queste tremende paralisi è la solitudine. Quando ti colpisce inaspettatamente, o dopo tutta una serie di scelte sbagliate che hanno compromesso la tua vita, piano piano, senza che tu abbia il tempo e modo di accorgertene, giorno dopo giorno, ti ritrovi sempre più bloccato, paralizzato, privato non solo della voglia, ma persino della forza di reagire. Tutto intorno a te si spegne, come quando al termine di una festa, si spengono le luci della sala, e tu rimani li, tutto solo, al buio. Non hai più nemmeno la forza di pregare, perché la paralisi, iniziata tanto tempo fa, ti ha toccato dentro, soprattutto ha intaccato il tuo cuore. Il dolore poi finisce per toglierti quel l’ultima voglia di proferire parola. Non provi nemmeno più rabbia. Non si può fuggire … Mi rendo conto che sono fortunato! Qualche volta, è successo anche a me di sentirmi così nella mia vita; di trovarmi in qualche modo con le spalle al muro, bloccato, paralizzato. È stato allora che ho trovato il coraggio di gridare con tutte le mie forze. Un grido di dolore. Mi sono ribellato con tutte le mie forze. Ho sfidato Dio pregando. Mi sono fermato innanzi all’Eucaristia, scoprendo come la sua silenziosa presenza, lentamente, mi accarezzava il cuore, lenendolo con impercettibili sussulti d’amore. Una presenza, quella di Gesù, così forte da alleviare ogni dolore del mio cuore. Non esiste una formula per pregare, come non esistono tecniche di preghiera che si possono apprendere in qualche libro che ha la presunzione di insegnartelo. Si impara a pregare pregando; stando li dinnanzi al mistero del Figlio di Dio che si è fatto uomo. Ma devi comportarti come l’acqua torbida: aspettare pazientemente che tutte le impurità del tuo cuore si sedimentino, fino al momento in cui tutto si ferma improvvisamente; e l’acqua trasparente fa penetrare la luce nel profondo, in questo caso del tuo cuore. Devi imparare a stare li, anche quando fa male; anche quando ti sembra che non succeda niente. Lui è li; e sta in silenzio. Ma il suo silenzio è più forte di una parola. Il suo silenzio è grazia. Non tutti, purtroppo,riescono a capirlo. Quel silenzio però guarisce le paralisi del nostro cuore riportandoci improvvisamente in vita. Si, il silenzio di Dio, è una grazia immensa. Quando tutto tace, è allora che comincia a pregare. Questo pensiero lo voglio dedicare ad una persona speciale: a Lara; perché nella sua malattia non si senta mai sola e scopra accanto a se la presenza misteriosa di Dio. Buona giornata.

2 comments to “Alzati e cammina” Lc 5,23

  • Sara

    Da un pò di tempo penso che il vuoto generato dalla solitudine, dai nostri errori e da quelli degli altri, dalle ferite dell’anima inferte e subite e la conseguente anestesia dei sentimenti o, come la chiami tu, “paralisi del cuore” siano un passaggio pericoloso, doloroso ma necessario…
    E’ un vuoto che fa spazio e ti libera dal tuo IO che in continuazione cerca di prendere il posto di DIO; è un vuoto che è Grazia perchè ti fa cadere così in basso che non puoi più non essere autentico e non puoi più contare solo sulle tue forze per rialzarti…e ti apri agli altri, a Dio…E lì, misteriosamente, trovi quell’umiltà coraggiosa per puntare i piedi sul fondo, renderti lo slancio e riemergere da dove sei sprofondato…
    Quante volte ho toccato il fondo! Succede a tutti in continuazione… Ma il problema non è quanto vai giù; il problema è quanto decidi di rimanere in apnea!
    Perciò adesso dico GRAZIE anche di questo; perchè non mi sono persa e Dio ha fatto in modo che Lo cercassi come cerca l’aria chi sta annegando; e cercandoLo l’ho trovato nella misura in cui Lui ha voluto; dico GRAZIE perchè quei lunghi giorni bui mi hanno fatto capire che sono fatta per vivere nella Luce; dico GRAZIE perchè senza quelle paralisi che mi hanno svuotata del mio EGO non avrei mai cercato DIO con quell’intensità…e Lui sarebbe rimasto solo un concetto, un’idea, un qualcosa raccontato da qualcun’altro che non avrei mai rischiato di incontrare.

  • Fra Marco

    Thanks 😉

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