Allora ritornò in sé (Lc 15,1-32)

Sabato 22 marzo ’14 – II sett. T.Q.

Decidersi. Siamo sempre abituati a rileggere le nostre storie con uno sguardo fisso sul passato. Viviamo di 3R, cioè ricordi, rancori e rimorsi. Facciamo invece fatica a guardare il presente in modo lucido. Il Vangelo di oggi, la famosa parabola del padre misericordioso o del figliol prodigo, se la leggiamo attentamente, è un invito a valutare il presente e a prendere una decisione.

Una delle cose che accumuna i due figli, il maggiore e il minore, è che entrambi sono lontani da casa: il primo è nei campi; il secondo sperduto in un paese lontano. Entrambi seono distanti non solo da casa, ma soprattutto dal padre. Nella loro lontananza, dovranno prendere una decisone – e il minore lo farà – e compiere quella distanza abissale che li separa. Pochi centimetri separano il nostro cervello dal nostro cuore, eppure spesso non siamo capaci di compiere questo breve tragitto. A volte ci sembra un deserto, altre invece, un oceano. Sta di fatto che siamo incapaci di varcare la soglia del nostro cuore. Il Vangelo dunque invita il lettore di sempre a prendere una decisione, ovunque si trovi. In fondo la parabola inizia ma non si conclude rimanendo sospesa, attendendo la risposta di qualcuno.

Se anche siamo stati nel passato, un fratello minore, che una volta allontanatosi da casa, vi è poi ritornato, oggi possiamo sempre essere in qualche modo un fratello maggiore che in qualche modo, senza saperlo, è rimasto fuori. E allora non rimane che fare una cosa: decidere nuovamente di far ritorno verso casa. Qualunque sia la nostra situazione, il nostro presente, quel Padre con la P maiuscola ci sta attendendo. E uscirà fuori a cercarlo ogni qual volta che uno dei suoi figli dispersi, si ostinerà a non voler rientrare. Quante cose abbiamo ancora da imparare da Dio. Buona giornata a tutti, fra Marco

 

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