“Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima” Mt2,10

Adorazione dei Magi, J. Duncan, 1915La parola “epifania” di origine greca significa manifestazione, rendere noto. Dunque è legata esclusivamente alla manifestazione del Signore, che per l’appunto si fa conoscere. Un questione interessante è il valore storico del racconto dei Magi. Chi erano i Magi? Si sa che non erano re, e nemmeno tre. Difatti il Vangelo non lo dice, si limita a dire “alcuni Magi”; il numero tre è stato dedotto dal numero dei dono, per l’appunto tre (oro, incenso e mirra). Poi c’è il problema della stella; è da escludersi cometa, perché annunciatrice di presagi, di disastri. Tra l’altro la cometa Halley, apparsa anche di recente sui nostri cieli, secondo calcoli scientifici, sarebbe passata nel XI° anno a.c. Gesù, lo ricordo nasce nel 6° anno a.c. E’ da escludersi anche una supernova, perché sarebbe stato un fenomeno registrabile a occhio nudo da tutti, mentre non c’è traccia nei documenti archeologici del tempo. Unica possibilità, anche se no disponiamo di documenti attendibili dell’epoca, è una congiunzione di pianeti, che sempre in base a degli studi, si sarebbe verificata nel 7° anno a.c., nella modalità addirittura di una triplice congiunzione: Giove, Saturno e Marte. L’astrologia ebraica aveva un modo tutto suo di fare calcoli zodiacali e associarne così un evento. La congiunzione tra Giove e Saturno ebbe luogo nella costellazione dello zodiaco, e secondo l’astrologia ebraica tale evento significava “gli ultimi tempi” e la venuta del “principe del mondo degli ultimi tempi”. Questo che cosa significa? che fanno bene sei italiani su dieci a leggere l’oroscopo, a far dipendere la loro vita dall’andamento delle stelle? Niente di più sbagliato! Questa è una storia seria, molto seria! Vediamo di fare un po’ di chiarezza. Chi sono dunque i Magi? Il greco magoi indica un termine etnico preciso usato anche dallo storico Erodoto (VI sec. a.c.) e individua alcuni membri dell’aristocrazia persiana, sacerdoti della religione di Zoroastro, e si dedicavano in particolare agli studi dell’astrologia (che non è il nostro volgare oroscopo). L’astrologia nell’antichità era considerata una scienza seria, in cui confluivano matematica, geometria, scienze naturali e perfino quelle umane. I Magi erano dunque dei saggi, degli scienziati di primo livello. Chi invece è Zoroastro? Deriva dal nome di Zarathustra, un sacerdote che riformò il culto di una antichissima religione (700/600 anni a.c.) di nome AHURA MAZDA, detto anche mazdeismo, diffusa nella regione persiana, attuale Iran, e in seguito ad una riforma anche in Pakistan e in Asia centrale. Con la stessa riforma divenne nota come Zoroastrismo. Questi aspettavano una nuova era a seguito dell’apparire di SAOSHYANT, letteralmente il salvatore, una figura intermedia; una specie di mediatore tra dio e gli uomini, per certi versi molto simile al Figlio dell’uomo giudaico. Pensate, che nel 670 a.c., uno di questi saggi così scriveva al re d’Assiria, Assarhaddon: “L’Uomo (U maiuscola) è l’ombra di Dio e gli uomini (minuscolo) sono l’ombra dell’Uomo (maiuscolo); è il Re che è l’Uomo, come immagine perfetta di Dio”. Teniamo presente che nel 590-586 abbiamo la deportazione degli ebrei in Babilonia a opera di Nabucodossor, per cui certamente le due religioni, ebraica e di Zoroastro, vengono certamente in contatto. E probabile che i Magi conoscessero in parte le Scritture di Israele. Sono uomini alla ricerca della verità. Essi sembrano degli sprovveduti per certi versi, correndo dietro ad una stella che, per la storia, sembra non esistere. Sebbene non conoscono le Scritture d’Israele in profondità, la lingua, le tradizioni, finendo con il chiedere alle persone sbagliate le informazioni necessarie, come per esempio Erode, si mettono in viaggio comunque. Eppure in essi è presente il motore di tutto, cioè la cosa più importante: il desiderio di trovare quello che cercano, e cioè il Signore. Se osserviamo da vicino il racconto, essi appaiono come gli unici personaggi in movimento. Infatti essi hanno una disponibilità ad intraprendere un cammino, che è l’elemento basilare per l’esperienza di Dio (pensiamo ad Elia, ma anche allo stesso popolo d’Israele in cammino per quarantenni nel deserto). Tutto diviene improvvisamente recuperabile quando si ascolta l’autentico desiderio del nostro cuore. I Magi rappresentano l’uomo aperto alla verità, che non si fa paralizzare dalla propria presunzione o chiusura intellettuale, ma si lasciano sconvolgere / coinvolgere nell’intimo dall’amore di un Dio che desidera incontrare l’uomo.

Mostraci il sentiero di cui Tu mi dici, o Signore, che è quello del Buon Pensiero, il sentiero ben fatto , su cui le coscienze dei salvatori venturi procedono, secondo la Verità, verso la ricompensa che tu conferisci ai benevoli e di cui Tu, o Saggio, sei il premio” Zarathustra (Zoroastro) profeta persiano

 

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