Due uomini salirono al tempio (Lc 18,9-14)

Sabato 29 marzo ’14 – III sett. T.Q.

La grazia di pregare. Una parabola, quella di oggi, di cui non è possibile avvertirne il fascino, e, sebbene in qualche modo possa metterci in crisi, percepiamo ugualmente la forza e la straordinarietà della preghiera. La preghiera, infatti, è una cosa seria. Non è con le parole che si può presumere di essere ascoltati. La preghiera deve aderire alla vita, alla verità di un’esistenza. La parabola però, si spinge ancora più in profondità; questo sì, può far paura. Personalmente avverto proprio qui tutta la grandezza e la bellezza di Dio. Gesù racconta questa parabola per coloro che hanno l’intima presunzione di essere giusti e disprezzano gli altri. Queste parole devono in qualche modo scalfirci, ferirci; non possono lasciarci indifferenti.

L’intima presunzione. Dion non lo possiamo ingannare; non possiamo sentirci al sicuro dietro le nostre posizioni; soprattutto se in noi esiste il disprezzo per il prossimo, chiunque esso sia. Inevitabilmente apparteniamo alla prima categoria di oranti: cioè coloro che non saranno giustificati. Abbiamo, infatti la convinzione di aver capito tutto di Dio, sulla fede, sulla vita e sul prossimo. Ci mettiamo al posto di Dio, invadendo perfino i suoi spazi di manovra, cioè quei margini di errore, in cui Egli sapientemente e abilmente riesce a muoversi abilmente peer salvare ad ogni costo qualcuno. Un esempio per tutti ne è il primo santo canonizzato personalmente da Gesù sull’altare della croce: il buon ladrone.

Se nel nostro cuore esiste il disprezzo per i peccatori, esso convive in realtà con uno dei peccati più tremendi in quanto a raffinatezza: la superbia. La superbia ha infatti la sottile capacità di farti salire alle vette del peccato. E proprio perché così sottile e raffinata è difficilmente individuabile. Il peccatore consapevole della propria miseria che sperimenta quotidianamente, si apre invece più facilmente alla misericordia di Dio. Non ha altro a cui aggrapparsi. Vegliamo oggi dunque sulla nostra preghiera. Che sia una giornata in cui Dio, nella nostra vita, possa manovrare abbondantemente. Fra Marco

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