Ascoltate un’altra parabola (Mt 21,33-45)

Venerdì 21 marzo ’14 – II sett. T.Q.

La parabola che Gesù racconta oggi nel Vangelo, ci mette di fronte al dramma del rifiuto di Dio. Il libro della Genesi, nella prima lettura, anticipa nella figura tipologica del patriarca Giuseppe, anticipa questo rifiuto. Il Cristo, il Messia viene rifiutato dai suoi, con conseguenze drammatiche. E’ una possibilità che si affaccia alla libertà dell’uomo. Nonostante tutto, il Vangelo di oggi è Parola di Dio, una Buona Notizia! Nonostante i continui rifiuti dell’uomo, del suo popolo, Dio non si arrende e continua imperterrito nel suo piano di salvezza. La parabola odierna può essere un ottimo spunto di meditazione in questo venerdì di Quaresima. Procedendo nella lettura del Vangelo, potremmo interrogarci con il metodo indicato da papa Francesco nell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium: “Signore, che cosa dice a me questo testo? Che cosa vuoi cambiare della mia vita con questo messaggio? Che cosa mi dà fastidio in questo testo? Perché questo non mi interessa?», oppure: «Che cosa mi piace, che cosa mi stimola in questa Parola? Che cosa mi attrae? Perché mi attrae?” (n. 153). In questo modo ci metteremo in un ascolto più profondo del testo e della risonanza e delle suggestioni che la Parola del Vangelo susciterà nel mio cuore. Ponendo l’attenzione non solamente a ciò che mi piace del testo o mi colpisce più di altro, ma anche dove avverto resistenze nel mio cuore. É proprio in queste zone d’ombra che la Parola vuole entrare per risanare. La vita spirituale è essenzialmente ascolto. In quest’ascolto profondo del mio cuore, in relazione con la Parola, se lo voglio, apro la porta al Signore che bussa. Se apro, è salvezza. Buona giornata, fra Marco.

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