Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te (Lc 1,26-38)

Venerdì 20 dicembre ’13 – III sett. T. di Avvento

In questo giorni la liturgia ci sta guidando in silenzio nel mistero del Natale. Lo fa anche oggi, con un brano che abbiamo sentito più di una volta, centinaia di volte, e che, proprio per questo rischiamo di legger distrattamente, con superficialità. Un brano però così importante. Più che un racconto di cronaca, l’evangelista ci narra un dialogo; non si perde in particolari, come spesso accade ai narratori più abili. Luca riduce tutto all’essenziale. Di Maria non dice nulla; nulla della sua pietà, di dove si trovasse in quel momento, o che cosa stesse facendo in quel momento. Solamente un accenno: una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe (v. 27). Nient’altro! Tutta l’attenzione dell’evangelista è sul dialogo. Inutile sprecare parole; sembra quasi che egli abbia voluto calare un velo di pudore reverenziale, custodendo l’intimità di questa donna con il suo Dio. In fondo è così, anche nell’intimità del nostro cuore quando avviene il vero incontro con Dio. Non si sbandierano, non si mettono in piazza. La grazia delicata di Dio si conserva delicatamente nel cuore, si tende a nasconderla fino al giorno in cui il Signore manifesterà la sua gloria. Per cui è al dialogo che dobbiamo porre attenzione. Poche parole: Rallegrati, piena di grazia; e avvenga di me secondo la tua parola. Piena di grazia: in greco kecharitomene. Maria è colei che amata gratuitamente e stabilmente da Dio. Nel mistero di Dio, Egli sceglie una donna invisibile agli occhi dei potenti, sottratta ai riflettori della storia; è lo stile di Dio. Si rivela agli invisibili. Questa dovrebbe essere per noi una prima riflessione. Avvenga di me (ghenoito moi) secondo la tua parola: un’obbedienza che esprime gioia, desiderio gioioso di compiere quanto è richiesto. Un’obbedienza partecipata, che mette in gioco tutta la sua persona. Non trattiene nulla per sé. É completamente a disposizione dell’altro. Questa la seconda riflessione: quanto siamo disposti a metterci in gioco con Dio? Quanto tratteniamo ancora per noi di noi stessi? Buona giornata! Fra Marco.

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