Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo (Mt 1,1-17)

17 dicembre ’13 – III sett. di Avvento

Le genealogie hanno un ruolo fondamentale nella Bibbia. In Matteo non solo stabiliscono una relazione parentale nell’albero genealogico di Gesù, mettendolo in relazione con Abramo, il re Davide, ma mostrandone anche la discendenza. Ogni volta che nella Bibbia troviamo una genealogia, si apre un nuovo capitolo della storia della salvezza. Una storia bruscamente interrotta dal peccato dell’uomo; con la genealogia la storia riparte grazie alla misericordia provvidenziale di Dio, capace di far ripartire la vicenda umana, chi s’infange e si arena nella lotta tra bene e male. C’è di più: la storia del Figlio di Dio che si fa uomo, è una storia che s’inserisce concretamente e pienamente nella storia umana. Una storia, quella umana, spesso distratta e attenta solamente ai grandi eventi e ai personaggi che ne sono stati protagonisti, e alla quale sfuggono i numerosi volti anonimi che però compongono inevitabilmente, e a volte in maniera drammatica, la storia stessa. Non così avviene però nella storia della salvezza. I numerosi nomi che compongono la genealogia di Gesù, non sono solamente i nomi di eroi; in essi troviamo nomi di peccatori, prostitute, traditori, e chissà quanti altri ancora potrebbero aggiungersi all’elenco. A Dio i volti anonimi della storia umana non sono indifferenti, non sfuggono. Ognuno di questi volti è un tassello che compone il mosaico straordinario della umanità redenta da Dio. Volti che messi insieme compongono il volto umano di Dio. Se anche ai grandi della storia questi innumerevoli volti sfuggono, Dio, però, in ogni figlio disperso, riconosce l’immagine del volto di un altro figlio, il Signore Gesù Cristo.  Fra Marco.

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