Venite dietro a me (Mt 4,18-22)

Sant’Andrea, apostolo. Sabato 30 novembre ’13 – XXXIV set. T.O.

“Venite dietro a me”. La vita religiosa inizia sempre con queste parole! É nell’ascoltare e nell’accogliere queste parole che impariamo a diventare discepoli. Per la tradizione biblica, ascoltare Dio che parla e credere in Lui, sono una sola e medesima cosa: credere è ascoltare e ascoltare è credere. In questo senso san Paolo parla di obbedienza della fede (Rm 1,5; 16,26). L’obbedienza non è sottomissione; la sua etimologia indica l’ascoltare stando di fronte. L’obbedienza per questo non è mai sottomissione, subordinazione, o soggezione di qualcuno. L’obbedienza consiste nell’ascoltare l’altro che si rivolge a me e mi parla; presume che io abbia la capacità di potergli rispondere liberamente. Capacità misteriosa, fisica e spirituale, di prestare orecchio e di dare credito a un altro. Tutto questo non si verifica mai senza difficoltà, o incomprensioni. Il rischio è, infatti, quello di non accorgersi dell’essenziale. Per questo è necessaria una disposizione d’interiore docilità per scoprire la voce di Colui che ci chiama. Questo però può avvenire solamente nella libertà che a ognuno di noi è stata donata incondizionatamente dalla risposta che sapremo dare. Fra Marco.

1 comment to Venite dietro a me (Mt 4,18-22)

  • E’ proprio vero quanto il Signore ci rende liberi e in questa libertà come siamo chiamati a rispondere nelle gioia, confidando che quello che Lui ci chiede nell’oggi per il domani è sicuramente per la felicità più profonda del cuore. Anche le regole sono per questo: uno strumento di pace per mettere ordine e unità nel cuore…la gioia dell’obbedienza, farsi piccolo figlio che si fida del Padre che ti prende per mano e ti indica la strada verso il cielo! Obbedienza, cammino di profonda e radicale fiducia. 🙂

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>