Istruzioni per pranzi e cene (Lc 14, 12-14)

Lunedì 4 novembre ’13 – XXXI sett. T.O.

Avere a che fare con Gesù può non solo essere scomodo, ma anche imbarazzante. Rischi di trovarti in alcune situazioni che puoi pentirti di avergli aperto la porta. Esattamente come si deve essere pentito il fariseo che l’ha invitato a pranzo nel racconto del Vangelo. Tu pensi di aver fatto una bella cosa invitando Lui e i suoi discepoli; ma non appena il Signore prende la parola, ti ritrovi spiazzato. Non sappiamo il motivo o l’intenzione per la quale quest’uomo abbia invitato il Signore, ma immagino il suo stupore alle parole di Gesù. Forse si aspettava parole di elogio, complimenti, gratitudine; Gesù invece affonda e lo invita ad andare oltre, di agire nel segno della gratuità e di non cercare prestigio. Il nostro agire, infatti, è spesso dettato dal bisogno di un riconoscimento, di prestigio, o anche di una semplice qualsivoglia approvazione. Insomma, ci teniamo a fare bella figura, soprattutto quando c’è qualcuno che conta. La logica del Regno dei Cieli è completamente diversa. Ci costringe non solo a operare un cambio di mentalità, ma anche ad agire concretamente seconda la nuova logica del Vangelo e delle sue esigenze. Non possiamo stare tranquilli sulle nostre poltrone! È necessario muoversi, aprirsi, senza cercare un “contraccambio”. Muoversi oggi incontro al Signore è la parola da meditare in questa giornata; provando a vivere la gratuità soprattutto con chi non può (o non vuole) ricambiare. Un piccolo gesto, un atto d’amore immenso nel segno del Vangelo di Gesù Cristo.

 

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