La mano di Dio

Venerdì 11 ottobre ’13

Veni Creator Spiritus, P. Ambrogio FumagalliIl Vangelo si apre con una informazione: Gesù cacciò un demonio. Dopo questo avvenimento accade che Gesù viene contrastato e accusato di compiere questi esorcismi nel nome di Belzebul, il capo dei demoni. Il demonio che Gesù scacciò  è uno spirito muto cioè un demonio che rendeva appunto muto il malcapitato. Gesù lo libera con lo Santo Spirito che insegna a dire Abbà; questa è la prima parola che ogni muto, ognuno di noi, può finalmente dire. È la parola più contrastata, infatti la vera tentazione dell’uomo è non sentirsi “figlio suo prediletto” del quale il Padre si compiace; dire “Padre” è guarire dal mutismo, è dire “si Padre credo che tu mi ami e ti compiaci di me”. I farisei sono ancora muti e sordi e si scagliano contro Gesù anche perché accettarlo vorrebbe dire cambiare e loro non ne hanno nessuna voglia. Nel Vangelo di Marco in 3,29 e in Giovanni 8,38, sono descritti in questo atteggiamento il peccato contro lo Spirito Santo.
Il peccato non è tanto sbagliare ma non riconoscerlo, loro si tappano gli occhi di fronte all’evidenza. Questo atteggiamento fa ritenere il bene male ed il male bene, questa confusione creata dal nemico dell’uomo in coloro che ancora non si sono lasciati liberare è il contrario dello Spirito di Dio, nel quale c’è ordine e pace. Non solo non accolgono Gesù e lo accusano in modo ridicolo ma anche lo tentano. In questa loro richiesta di un segno del Cielo c’è la stessa voce del tentatore nel deserto che vorrebbe far abbracciare a Gesù un messianismo glorioso lasciando da parte la sua venuta umile e povera. Questa tentazione accompagna tutta la vita di Gesù. Dio darà un segno dal Cielo ma non come credono loro; darà la Croce, il vero e unico segno dell’Amore che il Cielo ha per la terra. I segni di Dio non sono spettacolari e non dobbiamo cercare lì il Signore. Apriamoci all’azione di Gesù che talvolta è scomoda e porterebbe anche noi a far finta e lasciar correre il Kairos , il tempo favorevole della nostra conversione. Accogliamolo, Lui che ci insegna la parola più bella “Abbà”, che ci libera dallo spirito muto e riattiva anche le nostre orecchie che ci fanno ascoltare la voce incoraggiante del Padre che dice “Tu sei il Figlio mio prediletto nel quale mi sono compiaciuto”. Frate Andrea.

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