Àlzati e mettiti qui in mezzo!

Lunedì 9 settembre’13, XXII sett. T.O.

È il quarto sabato di Gesù nel Vangelo di Luca.
Gesù guarisce un uomo malato alla mano, ha la mano priva di vita, è inaridita e rappresenta Adamo che è stato morso dal serpente prendendo il frutto proibito. Gesù prova compassione ed amore per lui, vuole riabilitarlo al servizio, a fare il bene e soprattutto vuole liberare tutti da una visione distorta del sabato. La mano libera è anche simbolo di libertà di tutta la persona, Gesù guarendolo gli scioglie la mano, gli toglie le manette che lo tenevano schiavo. Gli scribi ed i farisei osservano l’uomo, sono come i suoi carcerieri, loro lo sono di tante persone che tengono schiave sotto il giogo della legge a causa di una falsa immagine di Dio che hanno in sé. Non riescono a capacitarsi quando Gesù si rivela come un Dio d’amore che libera l’uomo, che vuole vederlo correre e giocare felice.
Davanti a questa novità c’è un bivio: o accogliere la gioia di Gesù o ucciderlo e rimanere legati alle proprie catene. Vogliono uccidere Colui che era venuto a liberarli. È davvero un’assurdità.
Il testo dice che Gesù “era a conoscenza dei loro pensieri”, delle loro elucubrazioni mentali, delle loro complicatezze ed è per questo che si allontanano da Dio; come nella parabola del buon samaritano discendono tutti da Gerusalemme simbolo dell’intimità con Dio. Dio è semplice liberante amore.
Le complicatezze, le nostre elucubrazioni ci portano ad errori grossolani e ad incoerenze radicali; infatti, come Gesù rivela, loro giudicano Gesù che sta rendendo la vita di sabato e dicono che non può, che è illecito, ma loro stessi stanno programmando la sua morte, sono loro che stanno profanando il sabato in modo molto più grave.
Tuttavia Gesù continua ad amare, li guarda voltandosi intorno, prova per loro pietà e comprensione, loro tacciono, non hanno il coraggio di dire niente, sono anche vigliacchi poiché dopo diranno tante cose in assenza di Gesù.
Gesù allora si concentra sul malato e gli dice: “stendi la mano” e viene guarito. Il testo dice: “fu ristabilita la sua mano” Gesù lo ricrea e lo fa risuscitare, dice: “alzati e mettiti nel mezzo” cioè alzati e risorgi.
Gesù anche in questa Santa Messa compie tutto questo, quello che abbiamo letto non è una partita che vediamo in differita, è un qualcosa che avviene in noi, è un combattimento col fariseismo che è in noi ma è soprattutto questa guarigione-liberazione che ci riguarda personalmente.
Frate Andrea

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