Beati voi

Lunedì 10 giugno ’13

Le Beatitudini: carta d’identità di un cristiano. Il testo delle Beatitudini e tutto il Discorso della montagna hanno sempre affascinato generazioni di persone, credenti e non. Per la sua bellezza, per quella sua capacità di richiamare nel cuore i valori più profondi della che ognuno, consapevole o meno che sia, desidererebbe vivere, non lascia certamente indifferenti. Davanti a talune esigenze o richieste, ci possiamo sentire spiazzati; il fascino però del testo rimane. Siamo soliti leggere le Beatitudini isolandole dal suo contesto; mentre invece dovremmo fare attenzione a tutto il Discorso della montagna, soprattutto a come inizia: “Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo …” (Mt 5,1-2). Gesù vede le folle, una massa di gente della quale non sappiamo niente. Sale su un monte, quasi sembra voglia distaccarsene o allontanarsene da essa. Il suo gesto richiama Mosè quando sale sul Sinai per la Legge; qui invece Gesù da una nuova Legge, che però non annulla la prima. Ora però questa Legge riceve pienezza, compimento, possibilità. Il fatto che si metta a sedere, indica chiaramente, che sta per insegnare; sì, è Lui il solo maestro. Non parla a tutti; sono i discepoli che si avvicinano. Coloro cioè che hanno deciso di seguirlo; le beatitudini sono per coloro che hanno preso una decisione nel proprio cuore, una decisione a vivere la propria vita alla maniera che il Figlio di Dio ha indicato. Una decisione che viene dal fascino di questo Dio, che si siede e insegna. Uomini e donne che hanno sentito il fascino delle sue parole; parole che costringono a prendere posizione, perché toccano il cuore. Potremmo pensare che il Discorso della Montagna sia per pochi eletti, quei pochi discepoli che hanno avuto il coraggio di seguirlo, quasi fossero un’elite ristretta; ma la sorpresa viene dalla conclusione del discorso, qualche capitolo più avanti: “Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento” (Mt 7,28). Improvvisamente quei discepoli diventano una folla immensa; quasi a dire, che per chi crede, niente è impossibile! Se avvertiamo il fascino di queste parole è perché esso sono già presento nel nostro cuore; sono già in noi. Se abbiamo fede, le possiamo vivere poiché esse ci appartengono.

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