“Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato” Lc 4,21

Oggi. Accade oggi, se lo vogliamo. Forse non pensiamo mai che oggi potrebbe accadere l’inatteso, insperato, cambiamento della nostra vita. Vivere non è sopravvivere, ne tanto meno lasciarsi vivere. Forse c’è una sottile invisibile rassegnazione ad andare avanti nello stesso modo di tutti i giorni; perché, anche se non lo diciamo apertamente, non cambierà mai niente. La mancanza di speranza ė la paralisi definitiva del cuore, oltre che un peccato! Essere rassegnati comporta una specie di torpore interiore, da cui difficilmente è possibile risvegliarsi! Tutto ti scivola addosso, come pioggia che sfugge via come in un terreno arido da troppo tempo, e ormai incapace di assorbire una minima quantità d’acqua viva. Essere vivi è un altra cosa dall’essere un organismo vivente. L’essere vivi comporta riuscire a cogliere quell’oggi di cui parla il Vangelo. Quell’oggi diviene improvvisamente un’opportunità che puoi cogliere, semplicemente perché in te è presente non solo il desiderio di un riscatto, ma soprattutto la speranza in un cambiamento possibile. È un apertura, un respiro ampio sulla vita, sulla fede, su Dio. Questo tipo di speranza non si impara sui libri; lo impari solo da testimoni viventi, in carne e ossa. Personalmente, l’ho imparato dai frati ultra ottantenni, per non dire novantenni. In loro mi ha sempre colpito la freschezza del pensiero, ma soprattutto della fede. Questi uomini provati dalla vita, dalla storia, dalle malattie e dalle avversità a cui sono sopravvissuti, e infine dalla fede. Basta guardrail negli occhi, per rendersene conto. I loro occhi, nonostante le cateratte o la cecità, sono vivi. Dalle loro bocche escono solo parole piene di vita, che sanno dare speranza. Tutto questo accade in loro semplicemente perché hanno creduto all’oggi del Vangelo. Si, questo accade oggi, se sai accogliere nel tuo cuore la parola della Buona Notizia del Vangelo.

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