2 Febbraio: Presentazione di Gesù al tempio

La festa di oggi è ricordata nel 4° mistero gaudioso del Rosario. Infatti si tratta di un gaudio: un regalo si fa sempre con la gioia sul volto e non con il “muso”. Ma questo episodio potrebbe essere ricordato in tutti gli altri misteri del S. Rosario: della luce poiché Gesù Luce del mondo è offerto al Padre e a noi, a tutta la terra, a tutte le genti; del dolore perché ogni offerta è collegata ad una rinuncia: Maria offrendo Gesù al Padre e a noi ha rinunciato ad ogni forma di possesso del Figlio suo; lo ha donato con amore e con dolore. Ma è anche un mistero glorioso perché la gloria è l’ultima conseguenza dell’amore, un amore accolto, donato, sofferto, doloroso ma che poi raccoglie inevitabilmente la gloria, la festa.Oggi è anche la festa di tutti i consacrati. La vita di un consacrato è in forma Cristi, nella forma di Cristo, è la vita di Cristo.

Ogni consacrazione è come la festa di oggi:

– un mistero gaudioso poiché sentirsi chiamati e scelti è, come nell’Annunciazione, un misto di stupore, timore, gioia, accoglienza del Signore in noi con il finale amen;
– un mistero di luce poiché ogni consacrato è chiamato ad essere luce nel mondo;
– un mistero doloroso poiché offrire la vita ogni giorno è una fatica, una sofferenza, un’offerta, un’oblazione;
– ma alla fine è soprattutto gioia e gloria.

Il documento Vitae consacrata ricorda infatti come la consacrazione sia vivere già da ora la vita di lassù ed essere segno del Cielo per gli altri.
Questa festa è chiamata dai greci la festa dell’IPPAPANTE cioè dell’INCONTRO; che sia anche per noi un incontro tra la sua offerta a noi (come è rappresentato da tante icone in cui Maria offre Gesù all’osservatore, all’orante dell’icona) e la nostra offerta, che è ovviamente una risposta poverella al grande infinito dono di Gesù.
Sia davvero questo incontro come Francesco diceva:
L’ardente e dolce forza del tuo amore rapisca ti prego Signore l’anima mia da tutte le cose che sono sotto il cielo affinché io muoia per amore dell’amore tuo come tu ti sei degnato di morire per amore dell’amor mio.
Questo incontro avvenga attraverso Maria: lei ci dona il Figlio e lei ci dona al Figlio.

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