“Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro” Mt11,28

Stanchezza. Ci sono momenti nella vita, in cui ti rendi conto di essere davvero stanco! Stanco di tutto! Stanco di essere offeso ogni volta che nel traffico di Firenze, perché come ritardi un nano secondo, c’è qualcuno che ti strombazza mandandoti in non si sa bene in quale posto. Stanco di dover dipendere dai giudizi degli altri. Stanco di dover aspettar il tuo turno ad un qualsiasi fantomatico sportello. Stanco di vedere che nella tua vita non cambia mai nulla. Una fatica che ti logora dentro. È allora che affiora nella tua testa una domanda: perché? Perché tutta questa fatica? Corriamo dietro a mille attività, impegni. Abbiamo inventato di tutto, pur di far trascorrere il tempo il più velocemente possibile. Siamo diventati come una specie di treno super veloce lanciato in una folle corsa ed incapace ormai di rallentare. Ma se solo fossimo capaci di guardare fuori dal finestrino, anche solo per pochi momenti, cercando di fissare lo sguardo per fermare almeno un fotogramma della nostra vita, e osservare la bellezza straordinaria di quel momento, quella stessa bellezza aprirebbe un varco nel nostro cuore. Gesù è stato un grande osservatore della bellezza del creato. Spesso invitava i suoi ascoltatori ad osservare, guardare. Le sue parabole sono così piene di particolari, dettagli. Dettagli che portano a Dio. Particolari che parlano di Dio. Piccoli pezzi di un puzzle che improvvisamente si riempiono dell’immensa presenza di Dio. Dio sta nei dettagli. Mendicante per anni, raccattando frammenti e dovendomi accontentare spesso di briciole di vita, ho scoperto che il tempo regala spiragli di eternità stupendi. Spiragli nascosti dietro questa bellezza. Tra l’inesorabile ticchettio delle lancette dei secondi, si nascondono i tesori più meravigliosi. Si nelle fessure del tempo, nelle sue pieghe stupende, che nelle nostre mani e sui nostri volti diventano solchi profondi – sentenze inesorabili del tempo che passa – in quelle rughe, in quelle piaghe, ebbene, si nascondono bagliori di luce, spiragli di eternità. Si, frammenti; ma frammenti di vita divina. Bisogna tornare a scuola dal Maestro: Gesù. Le sue parole, i suoi gesti, i suoi sguardi ti riempiono il cuore; ristorano l’arsure dei deserti delle nostre anime, come la rugiada del mattino. Non esistono parole più belle e più vere di queste: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro

1 comment to “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro” Mt11,28

  • Daniela

    Nelle tue mani affido il mio spirito…quasi sempre sn oppressa dai problemi quotidiani e dalle ansie che mi opprimono….se nn avessi te e i fratelli che mi hai dato nn saprei davvero come andare avanti… Guardami ti prego Gesù e fa che io possa vedere e sentire il tuo sguardo su di me!!!!!

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