In viaggio …

Lunedì 11 marzo’13

Giulia Gabrieli, per gentile concessione della famiglia

Giulia Gabrieli, per gentile concessione della famiglia

Ho provato spesso a immaginare il viaggio di ritorno verso casa di quest’uomo. Un viaggio iniziato dando fiducia alla parola di di un uomo, di un Dio, di nome Gesù” “Va! tuo figlio vive!” (Gv 4,50). Quali pensieri, suggestioni, paure, hanno affollato la sua mente? E’ però con il cuore che si crede. Il punto chiave di questo episodio raccontato dal Vangelo di Giovanni, è appunto un atto di fede sulla parola di Gesù. La fatica di credere, di dare fiducia alla parola di chi ti sta parlando è un lungo itinerario. Una fede che può scaturire solamente da un dialogo, anche se stringato, in questo caso fra Gesù e il suo interlecutore. In un breve scambio di battute (in pratica quattro) c’è un coinvolgimento reciproco. Quello che a prima vista potrebbe sembrare un rimprovero è in realtà, in pieno stile giovanneo, l’inizio o meglio l’apertura alla fede autentica. Le parole di Gesù rimandano infatti al profondo legame fra il “vedere dei segni” e il “credere“; al tempo stesso è però necessario superare il limite del segno. L’esaudimento del desiderio dell’uomo non è sufficiente. Il segno rimanda ad una realtà molto più grande, e pretende che l’uomo si apra alla fede nel mistero della persona di Gesù. Una fede che, come ho già detto, comincia con il dare fiducia alla parola di Gesù. Un viaggio, in fondo, comincia sempre così: si parte alla ricerca di una risposta. Una risposta che attendi e che arriverà solo quando giungerai a destinazione. E alla fine del viaggio, la tua fede esce trasformata, comunque andrà finire, perché strada facendo avrai imparato a fidarti, a credere, nonostante tutto. In questi giorni sto riflettendo sulla figura di una giovane ragazzina, Giulia Gabrieli, definita un inno alla vita nonostante non sia guarita dalla malattia che l’ha colpita all’età di dodici anni. Mi hanno colpite alcune sue parole che trovato nel libro che ha scritto: Ho sempre chiesto le grazie di guarigione per gli altri. Ultimamente, da quando sto molto male, a costo di sembrare egoista, la chiedo anche per me. Però, devo essere sincera, ci penso spesso a cosa potrebbe essere la mia vita se guarissi e cosa ci sarà invece nell’aldilà, cosa succederebbe alla mia famiglia se io dovessi partire per questo viaggio … Perché ora so che la mia storia può finire solo in due modi: o grazie a un miracolo, con la completa guarigione, che io chiedo al Signore perché ho tanti progetti da realizzare. E li vorrei realizzare proprio io. Oppure, incontro al Signore, che è una bellissima cosa. Sono entrambi due bei finali. L’importante è che, come di ce Chiara Luce, sia fatta la volontà di Dio (Giulia Gabrieli, Un gancio in mezzo al cielo, Paoline, 2012, p.83). L’importante è mettersi in cammino.

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>