Il Signore mi ha messo sulla bocca un canto nuovo, lode al nostro Dio!

Mercoledì 17 settembre ’14 – San Francesco: Impressione delle sacre stimmate

francesco-copiaIl Signore mi ha messo sulla bocca un canto nuovo”; con queste parole il salmista giunge al culmine della sua esperienza di liberazione operata da Dio. Si tratta di un passaggio nella più totale impotenza e debolezza dell’uomo. E’ un esodo operato dalla gratuità di Dio. Il Signore si manifesta in un modo totalmente nuovo. Come per Francesco, quando si reca al monte della Verna; il santo di Assisi, infatti, sale su questo monte in un momento di grande dolore, sofferenza. Non “sente” più il Signore, la sua Pace. E’ triste e fortemente tentato. Non riesce a trovare consolazione.  Sale su questo monte con una domanda continua, quasi fosse un ritornello: “Chi sono io e chi sei Tu …?”. Francesco rinuncia a trovare consolazione in ogni altra cosa, e si pone in attesa di un gesto di Dio. Sostiene il terribile vuoto della sua anima; resiste davanti a Dio, come fosse una polena che affronta una tempesta. Aspetta. Il Signore interviene, non dando una risposta a suoi perché, ma rispondendo a modo suo. Dona a Francesco l’inaspettato: un modo inedito di comunione con Lui. Cristo ha reso conforme a se stesso Francesco. Una salvezza che è totalmente donata, e non meritata. Dopo che ogni risorsa umana si è spenta in Francesco, tutto diventa un dono. Francesco si scopre povero, e comprende la gratuità totale di Dio.

Dalla Vita Prima di Tommaso da Celano:

Allorché dimorava nel romitorio che dal nome del luogo è chiamato «Verna », due anni prima della sua morte, ebbe da Dio una visione. Gli apparve un uomo, in forma di Serafino, con le ali, librato sopra di lui, con le mani distese ed i piedi uniti, confitto ad una croce. Due ali si prolungavano sopra il capo, due si dispiegavano per volare e due coprivano tutto il corpo. A quell’apparizione il beato servo dell’Altissimo si sentì ripieno di una ammirazione infinita, ma non riusciva a capirne il significato. Era invaso anche da viva gioia e sovrabbondante allegrezza per lo sguardo bellissimo e dolce col quale il Serafino lo guardava, di una bellezza inimmaginabile; ma era contemporaneamente atterrito nel vederlo confitto in croce nell’acerbo dolore della passione. Si alzò, per così dire, triste e lieto, poiché gaudio e amarezza si alternavano nel suo spirito. Cercava con ardore di scoprire il senso della visione, e per questo il suo spirito era tutto agitato. Mentre era in questo stato di preoccupazione e di totale incertezza, ecco: nelle sue mani e nei piedi cominciarono a comparire gli stessi segni dei chiodi che aveva appena visto in quel misterioso uomo crocifisso. Le sue mani e i piedi apparvero trafitti nel centro da chiodi, le cui teste erano visibili nel palmo delle mani e sul dorso dei piedi, mentre le punte sporgevano dalla parte opposta. Quei segni poi erano rotondi dalla parte interna delle mani, e allungati nell’esterna, e formavano quasi una escrescenza carnosa, come fosse punta di chiodi ripiegata e ribattuta. Così pure nei piedi erano impressi i segni dei chiodi sporgenti sul resto della carne. Anche il lato destro era trafitto come da un colpo di lancia, con ampia cicatrice, e spesso sanguinava, bagnando di quel sacro sangue la tonaca e le mutande(FF484).

Francesco si scopre dunque povero, incapace di uscire da una situazione di stallo. Lui, l’uomo pieno e ricco di virtù, ora sembra come paralizzato. Ora che è totalmente povero, Dio invece lo arricchisce della sua grazia. A volte anche noi ci scopriamo paralizzati davanti a Dio. Troppo orgogliosi per ammettere le nostre fragilità, le nostre paralisi. Quando siamo allo strenuo delle nostre forze pensiamo che tutto è finito, che Dio non avrà pietà di noi. Solo la fede permette di superare la paralisi. Abbandonarsi a Dio e alla sua provvidenza è l’unica via d’uscita. Quando Francesco scende dal monte della Verna guarda il mondo con occhi nuovi. Comporrà definitivamente il Cantico di Frate sole iniziato tanto tempo prima, quando scendendo da cavallo, abbraccia un lebbroso; ora che la malattia l’ha reso cieco, vede tutte le cose in una nuova luce. Il Signore si è reso presente in un modo totalmente nuovo. Hai fiducia che il Signore saprà rispondere alle aspettative della tua vita in modo che, però, non ti aspetti? Hai il coraggio di lasciarti ancora sorprendere da Dio?

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