Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: «Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare» Lc17,10

Giovedì 14 febbraio’13

Una riflessione personale sull’abdicazione (e non dimissione!) del Papa. A distanza di qualche giorno, i pensieri sono sicuramente più sereni, perlomeno perché il fatto è in se, per la stampa è già vecchio. Il gesto così forte, e sofferto, di papa Benedetto XVI, ha scosso sicuramente tutti noi. Una decisone inaspettata; un gesto però di grande umanità, anzi direi, di una bella umanità. Giovanni Paolo II ha insegnato a soffrire fino in fondo, a resistere fino alla fine. Benedetto XVI sta insegnando alla Chiesa (e al mondo intero) a riconoscere la propria fragilità; che nessuno, per il Vangelo, è necessario, nel senso che non dipende tutto da noi! Una certa Chiesa trionfalistica, è ridimensionata da questo umile uomo, mostrandoci, che non è l’uomo il capo supremo della Chiesa, ma Dio. Benedetto XVI con il suo gesto, sta mostrando che Gesù Cristo è presente nella Chiesa, e continua ad agire, anche senza un riferimento importante quale può essere un papa. E’ una grande lezione di vita oltre che di fede. Le stupidaggini di una stampa, che difficilmente potrà capire un uomo di Dio come Benedetto XVI, e che deve avere notizie per vendere qualche copia di giornale in più, oltre ovviamente agli spazi pubblicitari a tutta pagina, non devono turbarci. Dopo la fine del mondo dei maya, ora si tira in ballo perfino la profezia di Malachia senza poi sapere che cosa essa sia in realtà (a tal proposito, basterebbe andare su Wikipedia, per farsene un idea del falso storico, se proprio non si vuole consultare i libri di storia della Chiesa più seria!), perché in fondo fa comodo avere un clima da fine del mondo. Il gesto di papa Benedetto, è roba seria, che deve far riflettere tutti noi, almeno quelli che si proclamano cristiani. Farsi da parte non è da tutti; la tentazione di ritenersi indispensabili, necessari ad ogni costo, la viviamo tutti; solamente le persone umili, e aggiungo intelligenti, sanno farsi da parte al momento giusto. A 85 anni, suppongo che qualcosa, oltre la fatica, comincia a non funzionare più come prima; è il percorso naturale della vita umana. E penso che un uomo dalla statura umana e spirituale quale è Benedetto XVI, lo abbia ben chiaro. Non deve essere stato certamente facile giungere ad una tale decisione; e credo fermamente, che l’abbia presa in coscienza davanti a Dio, e con l’aiuto di Dio! Una coscienza, non certamente annacquata, come quella di chi, troppo spesso, una con estrema facilità questa parola per coprire le proprie egoistiche scelte. Per questo, nessuno può permettersi di giudicare un uomo di un tale spessore; perché nessuno può entrare in quel colloquio intimo che egli ha avuto con Dio. Tanto meno ha senso fare un paragone con Giovanni Paolo II. Questo, però, lo può comprendere solamente chi sa pregare veramente o chi, almeno una volta nella vita, si è trovato a prendere una decisone in coscienza davanti a Dio. Certamente questa non è roba da festival, o possa interessare la stampa; e meno ancora a chi ha bisogno per forza di un nemico da combattere per sopportare le proprie frustrazioni. Si caro Benedetto XVI, ancora una volta ci hai dato una bella lezione di teologia: Dio esiste, e regge saldamente la sua chiesa! Fra’Marco.

4 comments to Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: «Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare» Lc17,10

  • gina

    Bravo Fra’ Marco sei riuscito
    a dare il senso giusto alla decisione di un Grande Uomo.
    Personalmente ho pregato sin dal primo momento
    per questa decisione difficile.
    Invito tutti a pregare affinchè Dio aiuti la nostra Chiesa
    a scegliere una grande guida

  • Roberto

    È un grande uomo ,pieno di Spirito Santo ci ha dato una grande lezione,ora sta a noi pregare tanto in modo che la Chiesa faccia le scelte giuste e che il prossimo Papa abbia un po’ di Giovanni Paolo e un po’ di Benedetto

  • Raphaël

    La tua, una riflessione che mette luce sull’evento storico e rassicura. Bravo e grazie! R.

  • Andrea

    Grazie Fra’ Marco è un bel articolo e l’ho letto tutto d’un fiato, c’è chi pensa che solo il Papa possa dar impulso e vita alla Chiesa e che fa da ago della bilancia nelle scelte di questa cattolicissima Italia, ma per me che tento di essere cristano è Gesù Cristo e il suo Vangelo che prova (quando lo scopro)a orientarmi nelle scelte.
    Il Papa in tutti i suoi nomi si chiama Servo dei Servi di Dio cioè di tutti noi che siamo figli di Dio, e da buon servitore ha capito che ha percorso la sua strada come Vicario di Pietro e questo farsi da parte è un bel segno di una Chiesa che capisce il limite.
    Il Regno di Dio (che io credo va ben oltre l’essere cattolico) ora sta per rinnovarsi anche con l’aiuto di un nuovo Papa, un rinnovamento maggiore ci sarà quando avremo dei cristiani che pensano a Gesù non come ad un idea ma come una Persona che ci Ama.
    Pace e Bene a tutti.

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