“Non piangere” Lc7,13

Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei“. Il Signore Gesù si commuove per una donna, che è  madre ed è sola (il testo dice vedova con un figlio unico, il quale è morto). Si lascia toccare dalla sofferenza di questa donna, il cui dramma è totale. Per una madre sopravvivere al proprio figlio è quanto mai doloroso. Sarebbe un errore leggere questo episodio come un semplice evento storico accaduto 2000 anni fa. Il Vangelo ci mette in relazione con il Risorto, il Signore della vita; ed Colui che oggi, ancora una volta, di fronte ai drammi di ogni essere umano, ci ripete: Non piangere. Non lo dice così tanto per dire; no! Lo dice in quanto Lui è passato dalla morte alla vita, quella vera. Si tratta di entrare in relazione con Lui, il Signore della vita; lasciarci toccare dalla sua presenza vivificante. Una relazione che è possibile vivere solamente se ci si lascia toccare da questa sua parola: Non piangere. Ogni essere umano che soffre, preso così com’è, è già una preghiera vivente al cospetto di Dio. Il dolore di ogni essere mano va rispettato, preso sul serio. Proprio la Scritture che ce lo insegna: E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate (Ap21,4). Quelle lacrime non andranno mai perdute; Dio asciugherà ogni lacrima. Cerchiamo di non dimenticarlo. Cerchiamo di avere rispetto per il dolore altrui. Il Signore lo ha avuto. Del resto il presente si può vivere solo se lo si capisce a partire da una fine, da una realtà ultima: la Risurrezione. Dopo una lunga confessione con una persona piena di dolore, ho scritto questo appunto, che è diventato una preghiera.

“Le tue lacrime preziose”

Abbiamo danzato al tramonto nei campi di grano. E ho stretto le tue mani perché capissi che ho sentito il tuo dolore per portarlo nel mio cuore. Ho raccolto le tue lacrime con i palmi delle mie mani perché non andassero perdute. Le ho raccolte per consegnarle al vento. Lui le custodirà fino alla fine nell’otre di Dio. E quando all’alba torneremo a camminare in mezzo ai campi di grano, tu saprai che il pane non si fa senza l’acqua, ma mescolando il grano bianco macinato e frantumato con l’acqua viva che zampilla. E finalmente il tuo lutto si trasformerà in un sorriso. Allora torneremo a prenderci per mano e danzeremo sopra i campi di grano finalmente maturi. Il vento tornerà ad abbracciarci, e ti restituirà ciò che ha custodito gelosamente, durante la notte. Si, Lui te le restituirà e capirai quanto fossero importanti le tue lacrime. Te le restituirà come perle preziose, che ne la polvere ne le rughe del tempo potranno mai in alcun modo scalfirne lo splendore.

Celebrare l’Eucaristia, è anche questo.

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